Scotto di Luzio: “Azzolina figura debole per colpa dell’attuale ordinamento”

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Lunga intervista a La Verità per Adolfo Scotto di Luzio, pedagogista dell’Università di Bergamo.

“La scuola è stata messa ai margini dell’agenda del governo. Ma non me ne stupisco perché è un processo che dura dagli anni Novanta. Solo che ora con il Covid è più evidente. Le nuove generazioni saranno meno preparate e quindi meno competitive e il Paese risentirà di questo impoverimento culturale. L’ Italia avrà un ruolo internazionale sempre più subordinato. Nessuno si rende conto dei danni che la politica caotica sulla scuola avrà negli anni a venire”

E poi: “Il ministro è una figura debole perché l’ ordinamento lo ha svuotato delle prerogative istituzionali. Il cuore dalla crisi del sistema scolastico è l’ autonomia. Questo vulnus è emerso con maggior evidenza nell’ emergenza Covid. Ogni Regione decide per proprio conto. Manca un’autorità politica con la responsabilità di dare l’ indirizzo perché deve fare i conti con la moltiplicazione dei centri di poteri. Il governo dice una cosa ma poi deve venire a patto con i governatori. Il messaggio che arriva ai giovani è di una assoluta marginalità della scuola”

Infine: “Questa è una generazione già fragile culturalmente, debole dal punto di vista degli strumenti intellettuali, della capacità di interpretare il mondo, della capacità critica. La conseguenza della perdita di un anno di scuola, perché di questo si tratta, sarà l’ aumento delle differenze sociali di provenienza”

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