Scontro sulle scuole chiuse nel governo: Franceschini e Speranza per il sì, Azzolina e Conte per il no

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La situazione sul fronte dei contagi è sempre più critica. Nel mirino c’è sempre la scuola con il caos determinato dalle varie ordinanze delle Regioni e dei tribunali amministrativi.

All’orizzonte, purtroppo, c’è una chiusura generalizza dell’Italia con l’ala rigorista del governo, così come segnala La Repubblica, pronta a invocare la misura più severa anche per le scuole: stop alla didattica in presenza, via alla didattica digitale.

I rappresentanti del rigore, all’interno del governo, sono Dario Franceschini e Roberto Speranza, mentre il fronte di coloro che vogliono la didattica in presenza è rappresentato dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina e dal premier Giuseppe Conte, forti del fatto che in nessuna parte d’Europa l’attività scolastica si è fermata.

Il braccio di ferro continua e anche le misure messe in campo dal Ministero (come la mascherina obbligatoria in tutte le situazioni dai 6 anni in su), potrebbero non bastare e già c’è chi afferma: “Se le attuali misure restrittive non raffredderanno la curva dei contagi entro 15 giorni, non si potrà chiudere le scuole”. Una misura che Conte e Azzolina vogliono evitare a tutti i costi.

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