Scontro nel governo sulla scuola. Azzolina mostra due studi e insiste: “È un posto sicuro”

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Le parti si riaggiorneranno già oggi, ma nel governo regna il caos. Le posizioni all’interno della maggioranza si possono dividere tra falchi e colombe, come segnala La Repubblica.

Da una parte Leu con il ministro della Salute, Roberto Speranza, che chiede misure più rigorose (dunque didattica a distanza anche per le scuole medie). Anche il PD, con il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, è tra i sostenitori della linea del rigore. Dall’altro lato c’è il M5S con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ripete a tutto la stessa frase: “Un rischio togliere la scuola in presenza”. E poi: “La scuola è un luogo sicuro, bisogna fare come in Francia e Germania”, mostrando due studi che lo dimostrerebbero.

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“Le fasce più deboli sono quelle che pagherebbero di più la chiusurua”. Con la ministra Azzolina anche Italia Viva che, tramite la ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, chiede che le Regioni non vadano in ordine sparso e spalleggia il M5S sulla scuola media in presenza.

E il premier Giuseppe Conte? Il capo del governo, per adesso, non intende interferire e pensa ad un nuovo DPCM che potrebbe arrivare dopo le festività del 1-2 novembre. Sarebbe, secondo le ultime indiscrezioni, di un lockdown “morbido” con chiusure dei centri commerciali nei weekend e un’ulteriore stretta per le attività commerciali con eventuali limitazioni ai movimenti tra le regioni.

Il premier, però, riflette e vuole evitare di fare “un testo ogni 3 giorni”. In tutto questo la curva dei contagi cresce in modo paurosa: ieri oltre 30mila casi. Occorre fare presto prima che sia troppo tardi.

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