Scongiurato il pericolo 24 ore, le scuole continueranno le agitazioni?

di Lalla
ipsef

red – Nelle varie mozioni ricevute in redazione l’opposizione dei Collegi dei docenti è rivolta non solo ai provvedimenti del DDL Stabilità ma anche al DDL 953 ex Aprea. Come proseguirà l’azione delle scuole per contrastare le politiche del Governo?

red – Nelle varie mozioni ricevute in redazione l’opposizione dei Collegi dei docenti è rivolta non solo ai provvedimenti del DDL Stabilità ma anche al DDL 953 ex Aprea. Come proseguirà l’azione delle scuole per contrastare le politiche del Governo?

Mozione del Collegio dei docenti del Liceo Scientifico Statale “Zaleuco” di Locri ( R.C.) contro il Decreto Stabilità e il DDL 953 ex Aprea.

Il Collegio dei docenti del Liceo Scientifico Statale “Zaleuco” di Locri esprime grave preoccupazione e totale dissenso nei confronti delle recenti decisioni assunte dall’attuale governo che, proseguendo sulla falsariga di quelli precedenti, continua ad operare una politica di tagli nei confronti della scuola pubblica depauperando la professionalità docente, sminuendo ulteriormente il diritto fondamentale dell’Istruzione e favorendo lo smantellamento della scuola statale.

In particolare ritiene che l’aumento dell’orario settimanale da 18 a 24 ore ( senza alcun aumento di retribuzione salariale), previsto dal Ddl di stabilità, violi le norme contrattuali (C.C.N.L. 2009) e non tenga conto del fatto che le 18 ore frontali di lezione siano solo una parte dell’attività del docente a cui è necessario aggiungere il tempo speso per la predisposizione e la correzione degli elaborati, i rapporti con le famiglie, le attività varie predisposte nel Pof.

Un aumento di ore, da un lato, comporterebbe ai docenti di ruolo un carico eccessivo che avrà delle ricadute negative sulla didattica e sull’apprendimento allontanandoli dalle esigenze e dai bisogni dello studente che devono essere primari; dall’altro avrebbe effetti devastanti dal punto di vista sociale in quanto causerebbe la perdita di circa 30.000 posti di lavoro. Il tutto viene giustificato enfatizzando la “necessità” di adeguarsi agli standard europei, ma bisogna ricordare che la media europea è di 16,3 ore settimanali.

Evidenzia, inoltre, l’opposizione al Ddl 953 (ex Aprea) che, vanificando anni di lotte che hanno perseguito l’obiettivo di far entrare genitori e alunni nella gestione della scuola, prevede la riforma degli organi collegiali comportando l’entrata di soggetti privati che, in ragione del loro finanziamento, potranno influenzare le scelte educative e didattiche degli istituti scolastici, limitando l’autonomia statuaria di ogni scuola.

Documento Collegio dei Docenti Liceo Classico Plauto di Roma

Il Collegio Docenti del Liceo Classico Plauto esprime grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e più in generale del Governo, fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli del personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

Il Collegio Docenti esprime netta contrarietà ai seguenti provvedimenti all’ordine del giorno dell’agenda politica:

-ddl di Stabilità che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie: un vero e proprio scippo alle prerogative del CCNL 2006/09, un provvedimento che modifica e peggiora unilateralmente il capitolo sull’orario, crea forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento e che chiude, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inscritti nelle graduatorie, nonché ulteriori esuberi al personale di ruolo;

– slittamento a data non definita del rinnovo del CCNL 2006/2009;

-ddl 953 ex Aprea, il progetto di riforma degli Organi Collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, con la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli Organi Collegiali e in ragione del loro finanziamento esterno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa, senza la pubblicità degli atti e abrogando il dritto di assemblea per studenti e genitori,

-mancato recupero degli scatti di anzianità non pagati del 2011 e del 2012 e, a tal fine, vista la rottura del tavolo tra MIUR ed Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre, il Collegio Docenti chiede con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica.

Le misure sulla scuola rappresentano una palese ingiustizia:
-perché sono state introdotte dal Governo senza alcun confronto con il Sindacato;
-perché annullano il contratto di lavoro in materia di orario e di retribuzione;
-perché innalzano arbitrariamente le ore di insegnamento, abbassando la qualità dell’istruzione;
-perché riducono di fatto le retribuzioni già ferme per il blocco del contratto e tra le più basse di Europa, a fronte delle medesime ore di didattica.

Una tale scelta di risparmio, dovuta principalmente all’intento di recuperare risorse, costerebbe molto in termini di minor qualità del servizio.
L’effetto di questo provvedimento sarà devastante anche in termini sociali: se l’orario degli insegnanti di ruolo aumenterà di un terzo, inevitabilmente tutti i supplenti non potranno più accedere ad alcun contratto di lavoro nella scuola.
Questo decreto costituirebbe, a nostro avviso, una grave lesione della dignità e dei diritti di tutti i lavoratori, non soltanto degli insegnanti, ed un pericoloso precedente antidemocratico e autoritario rispetto alla relazione tra Stato e cittadino.

Di conseguenza la maggioranza dei docenti del Liceo Classico Plauto, aderendo all’iniziativa delle OOSS, dichiara di sospendere le seguenti attività non obbligatorie, fino a nuova comunicazione delle Organizzazioni Sindacali:

-progetti finanziati dal FIS;
-correzione Test Invalsi:
-supplenze oltre la 18^ ora;
-funzioni strumentali;
-attività sportiva;
-attività di recupero e potenziamento;
-riguardo ai viaggi di istruzione non si è ancora votato per mancanza di una precedente delibera del Collegio Docenti.

Il Collegio Docenti intende anche sensibilizzare la pubblica opinione rispetto alle varie problematiche del mondo della scuola, sulla quale si stanno riversando messaggi che danno un’immagine distorta e falsa del lavoro che vi si svolge. Non sempre, infatti, tutto ciò che si fa al di fuori delle 18 ore in classe (preparazione e correzione elaborati, preparazione delle lezioni, rapporti con le famiglie e ricevimenti antimeridiani e pomeridiani, uscite didattiche che non sono assolutamente retribuite, colloqui con gli alunni, partecipazione ai consigli di classe ed ai collegi docenti, scrutini, esami, formazione delle nuove classi, programmazione delle attività curricolari ed extra-curricolari, verbalizzazione delle riunioni, somministrazione e correzione prove Invalsi etc.) è visibile agli occhi esterni e viene tenuto nella giusta considerazione. Lo si dà per scontato ma non sarebbe dovuto! Eppure questo lavoro è regolarmente svolto e ci fa “vivere” la nostra professione in un modo che è indispensabile per la formazione dei nostri alunni.
In effetti, non a caso, la Costituzione Italiana definisce l’istruzione pubblica non come un “servizio” ma come “istituzione”

I docenti del Liceo Scientifico Statale “E. Fermi” di Ragusa riunitisi in assemblea il 31/10/2012, su iniziativa delle RSU del liceo, per valutare le azioni di lotta da intraprendere, sia contro le norme riguardanti la scuola contenute nella cosiddetta Legge di Stabilità 2013 – in particolare, innalzamento dell’orario di insegnamento a 24 ore – che contro il mancato pagamento degli scatti di anzianità, affermano che le proposte del Ministro Profumo e del governo tutto

– ledono in forma grave la dignità e la professionalità del lavoro degli insegnanti, additandoli ancora una volta alla pubblica opinione come categoria privilegiata e “fannullona”, secondo i più beceri luoghi comuni;
– non tengono conto del fatto che tutti gli insegnanti svolgono una mole di “lavoro sommerso”, funzionale alle 18 ore di insegnamento frontale, attualmente non riconosciuto in modo palese ma quantificabile in numerose ore di sistematico lavoro giornaliero e consistente in una molteplicità di attività fondamentali per la qualità dell’istruzione stessa, quali: programmazione delle attività didattiche, preparazione delle lezioni, preparazione delle verifiche e dei compiti in classe, correzione delle prove scritte, formalizzazione delle valutazioni, riunioni collegiali pomeridiane, colloqui con le famiglie, corsi di recupero e potenziamento, aggiornamento culturale e professionale, progetti di arricchimento dell’offerta formativa, visite d’istruzione, stage linguistici, scambi culturali, ecc.;
– comporterebbero, se approvate, un peggioramento delle già difficili condizioni in cui i docenti espletano le proprie funzioni, con consequenziale ulteriore peggioramento della qualità dell’istruzione;
– taglieranno almeno 30.000 posti di lavoro (ma alcuni calcoli indicano una cifra doppia), colpendo sia la categoria dei “precari” che del personale in servizio a tempo indeterminato;
– aggravano complessivamente le sorti di un sistema scolastico che ha subito negli ultimi anni pesantissimi tagli finanziari ed elevatissimi costi umani (con decine e decine di migliaia di docenti precari di fatto espulsi dalla scuola)
– operano in ultima analisi un peggioramento delle condizioni economiche stesse di tutta la categoria, che subisce il blocco del contratto per un periodo di almeno 6 anni, percependo magri stipendi fermi al 2007, e si vede negato anche il pagamento degli scatti di anzianità (unica forma di aumento dello stipendio, anche se minimale, ogni 6 anni di anzianità di servizio).
Pertanto, in attesa di un riscontro tangibile e sicuro dell’abolizione dalla Legge di Stabilità 2013 delle infauste norme di cui sopra, i docenti tutti decidono di avviare un periodo di agitazionedurante il quale saranno sospese tutte le seguenti attività aggiuntive, non obbligatorie per contratto:

1. attività funzioni strumentali
2. attività funzione di coordinatore di classe e segretario
3. referenti di dipartimento
4. sportelli didattici per il recupero
5. corsi di recupero
6. ore eccedenti per la sostituzione
7. certificazioni informatiche e linguistiche
8. stage e scambi culturali
9. progetti extracurriculari
10. viaggi e visite di istruzione
11. adozione libri di testo

Tali iniziative saranno affiancate da operazioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, in primis genitori e studenti, nonché di raccordo con tutte le altre scuole della città, prevedendosi anche l’adesione in massa allo
sciopero generale programmato per il 24 novembre.

I docenti dell’ IIS “ G. Marconi “ di Latina intendono manifestare con forza ed assoluta determinazione la contrarietà al comma 42 dell’art. 3 del Decreto di stabilità economica 2013. Oltre al blocco dello stipendio e degli scatti di anzianità si vuole, a parità di salario, aumentare di un terzo le ore di lezione frontale dei docenti.

La scelta del Governo di incrementare da 18 a 24 ore settimanali non ha nulla a che vedere con l’Europa, come si vuol far credere, ma è dovuta prettamente ad una logica economica e questo rende tale scelta ancora più intollerabile se si pensa che allo stesso tempo si vogliono stanziare 223 milioni di euro per la scuola paritaria. Le conseguenze di tale aumento dell’orario di insegnamento sarebbero devastanti anche per i precari che, ancora una volta, subirebbero “ la mannaia” dello Stato con una perdita di circa 30.000 posti di lavoro.

L’ aver proposto un tale disegno di Legge è segno, non solo della poca considerazione nei confronti della scuola e del corpo insegnante, ma anche dello spregio che si ha per la Costituzione e per il CCNL.

Si vogliono sottolineare i seguenti punti:
• l’Art 36 della Costituzione Italiana, “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla QUANTITA’ e QUALITA’ del suo lavoro” ;
• L’ orario di lavoro è sempre stato materia di contrattazione ed è regolamentato dal vigente CCNL. Modificare unilateralmente, con un atto di forza, l’impegno orario dei docenti è una offesa alla dignità e professionalità di chi nella scuola opera con correttezza e dedizione;
• si ricorda che 18 ore sono solo di lezione frontale e rappresentano solo una parte dell’impegno dei docenti a cui vanno aggiunte: le ore impegnate per la preparazione delle lezioni, predisposizione e correzione dei compiti in classe , prove di laboratorio, ricevimenti delle famiglie, attività collegiali , corsi di aggiornamento per le ICT, autoaggiornamento disciplinare, disamina dei libri di testo, programmazione disciplinare e interdisciplinare e
tutte le altre attività collegiali varie.
• il comma 42 dell’art 3 del DDL stabilità 2013 provocherebbe una inevitabile dequalificazione dell’insegnamento. Ciascun docente potrebbe essere impegnato, nella scuola di titolarità, su spezzoni di 6 ore in tutte le discipline per cui ha il titolo di studio per l’accesso all’insegnamento senza la necessaria abilitazione per la specifica materia.

I docenti del Marconi esprimono preoccupazione sulla possibilità di trasformazione in Legge del DDL 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche” per i seguenti motivi:

• creazione del Consiglio dell’Autonomia che andrebbe a sostituire il consiglio di istituto, composto: dal dirigente scolastico, componente studenti/genitori in numero paritetico alla componente eletta dei docenti, un rappresentante del personale della scuola non docente e la possibilità di integrare la composizione dell’organo collegiale con «membri esterni, scelti fra le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, in numero non superiore a 2 […]»;
• ogni Consiglio dell’Autonomia elaborerebbe uno «Statuto autonomo», diverso per ciascuna scuola italiana, che regolamenterebbe l’amministrazione dell’Istituto, la strutturazione degli organi interni, nonché le delicate relazioni tra le diverse componenti che ne fanno parte;
• inoltre lo Statuto autonomo di ogni singola scuola scavalcherebbe le competenze didattiche dei Docenti e la loro libertà di insegnamento, perché stabilirebbe «la composizione e le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe (art. 6 c. 4)»;
• L’articolo 10 prevede l’opportunità di «ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività», rimarcando che tali fondazioni «possono essere soggetti sia pubblici che privati, fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni no profit (art. 10 c. 2)». Tali soggetti potrebbero essere tra i “membri esterni” del Consiglio dell’Autonomia e implicitamente condizionarne le scelte.

L’Assemblea dei Docenti dell’ IIS “Guglielmo Marconi ” di Latina, riunita nel Collegio dei Docenti convocato il giorno 9 novembre 2012 decide la sospensione di tutte le attività non obbligatorie e dei progetti finanziati con il FIS (Fondo dell’Istituzione Scolastica).

Nel dettaglio :
• sospensione dei docenti dalle funzioni strumentali;
• sospensione dei docenti da coordinatori di dipartimento;
• sospensione dei docenti da coordinatori di classe e segretari;
• sospensione dei docenti da responsabili di laboratorio;
• sospensione attività di recupero e sportello;
• sospensione dei viaggi di istruzione e delle visite guidate;
• sospensione Stage;
• sospensione partecipazione a conferenze e rappresentazioni teatrali;
• sospensione delle attività inerenti ai progetti dipartimentali;
• sospensione delle attività legate alle Olimpiadi scientifiche (Matematica,Informatica, ecc);
• sospensione corso LIM;
• sospensione delle attività aggiuntive di insegnamento relative alle certificazioni;
• sospensione attività di sostituzione oraria a pagamento;
• sospensione correzione prove Invalsi;
• sospensione progetti esterni;
• sospensione attività centro sportivo scolastico.

La decisione di sospendere tutte le suddette attività che rendono viva e veramente formativa la realtà scolastica è, per noi docenti, una scelta sofferta e difficile, poiché crediamo profondamente nella validità educativa e didattica di tutte le attività progettuali per cui ci prodighiamo, tuttavia è una scelta obbligata da una miope politica scolastica del Governo. Si attueranno inoltre azioni di informazione nei confronti degli studenti e dei genitori durante i Consigli di Classe e durante i ricevimenti settimanali e si richiede la pubblicazione sul sito scolastico di una lettera recante le motivazioni della protesta.

Documento sottoscritto da oltre 100 Docenti dell’ IIS “G. Marconi” di Latina

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