Sciopero scuola 30 maggio, nei comprensivi cancelli chiusi. Alle superiori a scioperare sono stati gli studenti. Alcune testimonianze

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Cancelli chiusi in diversi istituti comprensivi e in qualche scuola media, mentre alle superiori a scioperare sono stati più che altro gli studenti. È il bilancio dello sciopero della scuola indetto per oggi da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda.

I dati ufficiali non sono ancora reperibili, ma si parla di una percentuale su base nazionale del 15 % di adesioni circa. Numeri che però si differenziano molto tra i vari gradi di istruzione.

A Roma come è andata? All’Ic Valente di Roma, la dirigente scolastica Rosamaria Lauricella ha rilevato un’adesione di circa il 70% del personale.

Il disagio c’è stato ma ci eravamo organizzati per tempo, quindi eravamo pronti a far entrare gli studenti– ha commentato alla Dire credo che questo tema del reclutamento sia molto sentito, e poi questo sciopero arriva in un momento di grande stanchezza di tutto il personale. Un segnale dal mondo della scuola che chiede di essere ascoltato“.

Sempre nella capitale, cancelli chiusi all’Istituto Comprensivo ‘Nitti’, all’Istituto ‘Piazza Filattiera 84 – Plesso Torricella Nord, e in molte altre scuole. In altri istituti invece, i genitori, avvertiti del rischio, non hanno neanche provato a mandare i figli a scuola.

Anche all’Istituto Comprensivo ‘Don Milani Dorso’, a Napoli, “la partecipazione è stata significativa– racconta la preside Annunziata Di Rosa- nelle classi della primaria ha scioperato il 40% dei docenti, nella secondaria di primo grado più del 50%. Il disservizio è stato inevitabile, non potevamo prevedere le adesioni, ma i genitori sono stati avvertiti tempestivamente ed era giusto che i docenti fossero liberi di scioperare e partecipare ai cortei e alle manifestazioni“.

Ma secondo Mario Rusconi, presidente di Anp Roma, “la partecipazione generale è stata bassa, si parla del 13% di adesione con punte maggiori del personale Ata, a dimostrazione che lo sciopero in questo momento di fine anno scolastico sia poco sentito– dice all’agenzia Dire- Non ci sono stati particolari disagi, nelle scuole superiori romane l’adesione degli insegnanti è stata bassa, più alta quella degli studenti“. Rusconi si dice comunque favorevole al Decreto Reclutamento, “in cui si introduce un primo tentativo di valutare i docenti. Dire che gli aumenti devono essere dati a pioggia è un modo per non motivare“.

Della stessa idea anche Maria Teresa Corea, dirigente dell’alberghiero ‘Vespucci’ di Roma, dove “la partecipazioe allo sciopero c’è stata, ma non ci sono stati particolari disagi perché le scuole si erano organizzate“.

La dirigente si è detta non favorevole allo sciopero, perché “la formazione è un dovere, e come dirigente dovrei poter indicare quali docenti possono aver bisogno di più formazione“. E sul reclutamento, per Corea “è giusto che chi entra nella scuola deve avere competenze, non può entrare chiunque. Cedo in una selezione e una valutazione del personale“.

Anche all’Istituto ‘Einaudi’ di Roma, “non abbiamo avvertito disagi, c’è stata una percentuale di adesione bassissima che non ha creato disservizi– spiega alla Dire la vicepreside Marina Di Foggia- ma sicuramente era da tanto che non si avvertiva una risposta come questa risposta. Una risposta a un malcontento ormai diffuso ovunque, quindi sicuramente c’è qualcosa di cui tener conto“.

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