Sciopero scrutini? No grazie

di Lalla
ipsef

di Libero Tassella – Lo sciopero degli scrutini è uno sciopero che divide, che non avrebbe nessun clamore mediatico, che farebbe gioire solo il governo e la Gelmini che potrebbe far annunciare sulle reti televisive e sulla stampa le percentuali minimali dello sciopero o,o e qualcosa, un boomerang; mi rendo conto che un soggetto politico abbia necessità d’apparire, ma si deve pur rendere conto che non può farlo danneggiando la categoria e mesi di mobilitazione semmai strumentalizzando una parte delle organizzazioni dei precari della scuola. Oggi lo sciopero degli scrutini è inattuale, non siamo alla fine degli anni Ottanta e di questo bisogna prenderne atto.

di Libero Tassella – Lo sciopero degli scrutini è uno sciopero che divide, che non avrebbe nessun clamore mediatico, che farebbe gioire solo il governo e la Gelmini che potrebbe far annunciare sulle reti televisive e sulla stampa le percentuali minimali dello sciopero o,o e qualcosa, un boomerang; mi rendo conto che un soggetto politico abbia necessità d’apparire, ma si deve pur rendere conto che non può farlo danneggiando la categoria e mesi di mobilitazione semmai strumentalizzando una parte delle organizzazioni dei precari della scuola. Oggi lo sciopero degli scrutini è inattuale, non siamo alla fine degli anni Ottanta e di questo bisogna prenderne atto.

Mi auguro che si rinsavisca ( ma non credo), ma soprattutto che i movimenti dei precari e gli insegnanti a tempo indeterminato possano programmare qualcosa di eclatante a Roma, insieme alla flc CGIL e ad altri sindacati in una ritrovata e possibile unità sindacale; un girotondo intorno al Colosseo, non c’è monumento più significativo per l’occasione, il riferimento è ai tagli e ai precari; richiamando l’attenzione di tutta la società civile italiana ( c’è ancora?) compresa la stampa italiana ed estera sul massacro in Italia della scuola Statale. Il giorno naturalmente dovrebbe essere quello degli inizi degli esami di Stato, il giorno dell’italiano scritto, è il giorno in cui i media riservano più attenzione alla scuola.

L’occasione per celebrare il carattere unitario e nazionale dell’istruzione pubblica statale contro la politica dei tagli e della dimissione della scuola pubblica statale. Alla manifestazione si potrebbe invitare ufficialmente il Presidente della Repubblica, quale arante della Costituzione e dell’Unità del nostro paese a fronte dei tentativi di uno squallido federalismo scolastico, sponsorizzato dalla Lega e che sarà imposto alle altre forze di governo, nulla vieta di invitare anche le altre due cariche dello stato il presidente della Camera e del Senato.

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