Sciopero e manifestazione riusciti, Anief: se non basta andremo avanti

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Anief – “Il Governo sulla scuola ha pensato bene di fare tutto e subito ma in solitudine, solo che sta facendo soprattutto male con un peggioramento della qualità della didattica visto che molti docenti continueranno a mancare a settembre: oggi tanti lavoratori hanno compattamente contestato questo modo di procedere; se non basta andremo avanti, anche nei tribunali”.

Lo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, in Piazza Santi Apostoli a Roma, durante la riuscita manifestazione dei sindacati rappresentativi contro il Decreto Legge n. 36 sul reclutamento e la mancanza di risorse per il comparto, nel giorno dello sciopero generale del settore.

“Con l’aumento dell’inflazione, gli stipendi della classe docente e Ata – ha ricordato Pacifico – sono diventati sempre più inadeguati, potremmo dire da fame: nel frattempo, il Governo ha ripreso con la politica dei tagli e dei risparmi, inseriti in una riforma che dovrebbe assecondare il Pnrr ma già sappiamo che non piacerà all’Unione europea perché, come già sperimentato con la Buona Scuola nel 2015, le norme comunitarie sul reclutamento continuano ad essere violate e stavolta pure quelle sulla formazione. Lo facciamo presente con il quarto sciopero, quello di oggi, dall’inizio dell’anno scolastico”.

Nel frattempo, Anief continua ad imporsi con i ricorsi in tribunale: “Sulla carta dei docenti per i precari abbiamo vinto ancora una volta a Lussemburgo: i precari hanno diritto all’aggiornamento annuale. Già in 5mila hanno aderito. E anche il personale Ata ha diritto ad entrarne in possesso, ora porteremo avanti anche questa battaglia: gli amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici, come tutto il personale della scuola, hanno pieno diritto di formarsi, ovviamente in orario di servizio e con compensi aggiuntivi”.

Anche sulla formazione dei nuovi assunti non ci siamo: “Con il Decreto Legge n. 36, collegato al Pnrr, il Governo vuole creare delle Graduatorie provinciali per le supplenze che dureranno due anni, ma si vuole escludere chi prende il titolo di studio proprio ora per andare ad insegnare, come i laureati a giugno e luglio. Rimane fuori anche chi prenderà la maturità questa estate e vuole fare l’insegnante tecnico-pratico, a cui è stata garantita una deroga per altri due anni che però ora viene vanificata con questa ingiusta esclusione dalle Gps. In entrambi i casi, come per i titoli presi all’estero ancora non riconosciuti, abbiamo previsto dei ricorsi per l’inclusione nelle Gps con riserva”.

Pacifico ha infine detto che “Anief ha espresso tutto questo nei giorni scorsi con le audizioni svolte in 1ª commissione del Senato (Affari Costituzionali), congiuntamente alla 7ª (Istruzione pubblica, beni culturali), a cui è stato assegnato l’esame del testo, proprio per modificare il decreto legge n. 36. È chiaro che se la politica non dovesse rispondere in modo convincente confidiamo sempre nei tribunali, perché alla lunga abbiamo dimostrato che il diritto paga”, ha concluso il sindacalista Anief.

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