Sciopero del 24 aprile 2015: oltre 80 educatori provenienti da tutt’Italia

di redazione
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Marco Bencivenga -Importante adesione da parte del Personale Educativo allo sciopero di ieri venerdì 24 aprile 2015, indetto da Anief, Unicobas e Usb. Oltre 80 educatori, provenienti da ogni parte d’Italia, si sono uniti al corteo e al sit-in in Piazza del Parlamento.

Marco Bencivenga -Importante adesione da parte del Personale Educativo allo sciopero di ieri venerdì 24 aprile 2015, indetto da Anief, Unicobas e Usb. Oltre 80 educatori, provenienti da ogni parte d’Italia, si sono uniti al corteo e al sit-in in Piazza del Parlamento.

Secondo Antonio D’Auria, USB pubblico impiego Prato “le ragioni della manifestazione odierna sono semplici: noi chiediamo il ritiro dell’intero DDL, punitivo nei riguardi del Personale Educativo. Noi chiediamo, inoltre, la stabilizzazione dei precari, attualmente non prevista dal piano della “Buona Scuola”, perché i convitti non siano un binario morto. Altrimenti ci dicano cosa fare, perché è insostenibile perdere il proprio posto di lavoro dopo decenni di sacrificio “.

Per Maddalena Lo Fiego, educatrice precaria, “oltre 80 educatori sono arrivati da ogni parte d’Italia per manifestare il proprio dissenso a questo DDL, ma soprattutto rendersi visibili, atteso che da decenni sono bistrattati e maltrattati. Noi esistiamo, operiamo concretamente sul territorio, svolgendo una importante funzione socio-educativa e quindi abbiamo tutto il diritto ad essere riconosciuti, perché abilitati, destinatari di una assunzione a tempo indeterminato”.

Interessante interrogativo, quello poso da Paolo Di Iorio, educatore precario, “Renzi in conferenza stampa relativa alla presentazione del ddl ha puntualizzato che chiunque sia inserito nelle gae ha diritto e titolo all’assunzione a tempo indeterminato. Allora noi del Personale Educativo, regolarmente inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, perché non risultiamo nel piano delle assunzioni? Sarebbe auspicabile ricevere risposta da parte del governo“.

“Il nostro gruppo è nato e cresciuto in rete – afferma Vittorio Balestrieri CGIL Napoli – in maniera autonoma nel corso degli anni. Non abbiamo avuto alcuno sconto da nessuna istituzione e abbiamo problemi relativi alle assunzioni che non ci vedono presenti. Questo ddl è un progetto che non va e non può essere approvato dal momento che precarizza anche chi è di ruolo, per questo rappresenta il vuoto per tutto il personale scolastico: sia per chi è a tempo indeterminato, sia per chi non lo è “.

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