Sciopero. Cobas: maestre, docenti ed ATA hanno preso la parola, indignati per sentenza CdS e contratto miserabile

di redazione
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Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS – Un’altra grande giornata di lotta, dopo quella dell’8 gennaio, delle maestre Diplomate Magistrali (DM) contro l’ignobile sentenza del Consiglio di Stato che ne ha messo a forte rischio il posto di lavoro e i diritti acquisiti, nel quadro più generale dello sciopero e della mobilitazione dei docenti ed ATA di tutti gli ordini di scuola contro un contratto miserabile,

che, dopo 10 anni di blocco e di perdita salariale che ha superato il 20%, offre una insultante “mancetta” di 45-50 euro mensili nette e introduce negli obblighi contrattuali una parte delle schifezze della legge 107, con il sostegno e il consenso unanime di Cgil, Cisl e Uil. Le maestre/i DM hanno scioperato in massa e sono arrivate a Roma da ogni regione d’Italia; buona anche la partecipazione delle altre maestre/i della scuola primaria e dell’infanzia, e soddisfacente anche quella di docenti ed ATA delle medie inferiori e superiori.

Il corteo ha attraversato il centro di Roma, su un itinerario di solito interdetto, ottenuto grazie alla presenza combattiva di tanti lavoratori/trici della scuola, purtroppo sotto una pioggia battente che non ha risparmiato neanche per un minuto i manifestanti, così come la neve aveva intralciato l’arrivo a Roma di vari pullman, ostacolati nell’ingresso in città anche dal traffico caotico delle giornate di forte pioggia.

Nei comizi conclusivi a Piazza del Pantheon, oltre ai COBAS e agli altri sindacati conflittuali promotori dello sciopero, hanno preso la parola decine di maestre DM, oltre a docenti ed ATA indignati/e per il contratto miserabile.

Nei vari interventi sono stati ribaditi con forza gli obiettivi della mobilitazione, inviando un forte monito al governo post-elezioni: rifiuto di un contratto indegno e richiesta del pieno recupero salariale almeno di quanto perso nel decennio di blocco contrattuale; conservazione del posto in “ruolo” o nelle GAE per le maestre/i DM che vi si trovano; riapertura delle GAE per tutti/e i precari/e abilitati; immissione “in ruolo” per chi ha 3 anni di servizio. Vari interventi hanno riaffermato il NO allo strapotere dei presidi, ai ridicoli quiz Invalsi, all’obbligo di una Alternanza scuola-lavoro inutile e dannosa e al mancato rientro dei “dispersi” in tutta Italia dall’algoritmo MIUR. Forte anche la richiesta del ripristino della democrazia sindacale nelle scuole e la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea in orario di servizio, nonché la denuncia delle regole antidemocratiche nelle elezioni RSU e nella misurazione della rappresentatività nazionale, che penalizzano brutalmente i sindacati alternativi, per riaffermare il monopolio dei sindacati di Palazzo.

Infine, dagli interventi è venuta fortissima la proposta di un’Assemblea nazionale delle maestre/i DM per decidere i prossimi appuntamenti di lotta. Un corteo molto partecipato di maestre DM, precari/e, docenti ed ATA “stabili” si è svolto anche a Cagliari.

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