Sciopero Cobas 14 novembre: +300 euro al mese per docenti e ATA e aggiornamenti con anno sabbatico

di Patrizia Del Pidio

Previsto per il 14 novembre uno sciopero generale indetto dai Cobas per tutto il lavoro dipendente sia pubblico che privato. Ad indire lo sciopero sono stati anche  CUB, USI  ADL Cobas.

Si uniranno alla forma di protesta dei sindacati numerose associazioni studentesche, strutture dei Centri Sociali, comitati di coordinamento dei precari.

I sindacati vorrebbero coinvolgere nello sciopero anche i lavoratori autonomi delle Partite Iva, schiacciati dalla crisi quanto quelli dipendenti.

Previsto per il 14 novembre uno sciopero generale indetto dai Cobas per tutto il lavoro dipendente sia pubblico che privato. Ad indire lo sciopero sono stati anche  CUB, USI  ADL Cobas.

Si uniranno alla forma di protesta dei sindacati numerose associazioni studentesche, strutture dei Centri Sociali, comitati di coordinamento dei precari.

I sindacati vorrebbero coinvolgere nello sciopero anche i lavoratori autonomi delle Partite Iva, schiacciati dalla crisi quanto quelli dipendenti.

I motivi dello sciopero del 14 novembre

La protesta è contro le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea e contro il Jobs Act di Matteo Renzi. Ci si schiera contro l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori  e anche se le motivazioni dello sciopero sono tante riguardano tutte il mondo del lavoro.




A partire dalle privatizzazioni, dalla legge di Stabilità, dal Fiscal Compact, si protesta contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego.

Le richieste di chi protesta sono molte ma riguardano tutte il mondo del lavoro:

  • si richiede l’abolizione della Legge Fornero per giungere ad un pensionamento dignitoso per tutti i lavoratori;
  • reddito minimo garantito;
  • aumenti di salari e pensioni;
  • investimenti nella scuola;
  • investimenti nei servizi pubblici fondamentali come sanità e trasporti;
  • diritto alla casa.

Per quanto riguarda la scuola i sindacati rifiutano il piano di Renzi  e il potere dei presidi di licenziare e assumere i docenti insieme all’abolizione degli scatti di carriera che dovrebbero essere sostituiti dalla meritocrazia.

I sindacati si scagliano inoltre contro l’ingresso delle imprese nelle scuole e contro le valutazioni con il sistema degli Invalsi.

Nel mondo della scuola i sindacati chiedono l’assunzione dei precari che da anni lavorano nella scuola, sia docenti che Ata, e un aumento di 300 euro netti mensili nello stipendio sia di docenti che di Ata a parziale risarcimento di quanto non percepito con il blocco degli stipendi.

Si chiede, inoltre, il pensionamento immediato dei quota 96 e l’aggiornamento dei docenti tramite un anno sabbatico.

Il 14 novembre la giornata di protesta sarà caratterizzata da cortei a livello regionale e provinciale, ma anche sit in e picchetti dalla mattinata fino alla sera.

 

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