Sciopero clima giustificato, la Dirigente: non sono d’accordo, nostro compito lavorare in classe

di redazione
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Sciopero clima: Lettera aperta al Ministro Fioramonti da parte di un Dirigente Scolastico, la Prof.ssa Anna Rita Borelli,  sulla nota inviata alle scuole per l’eventuale decisione di considerare giustificata e non computata ai fini del monte orario complessivo l’assenza della giornata di venerdì 27 settembre. 

Egregio Ministro Fioramonti,

non sono d’accordo.

Non sono d’accordo sulla circolare MIUR che invita a considerare assenti giustificati gli studenti che il giorno 27 settembre 2019 non dovessero venire alle lezioni per partecipare ad una manifestazione sul clima.
Dal Ministro dell’Istruzione mi sarei aspettata tutt’altra circolare, e tutt’altro invito; mi sarei aspettata che le scuole venissero chiamate a trattare il tema del cambiamento climatico, ma in classe, attraverso le discipline.

Ci sono i Docenti di Scienze, di Economia, di Geografia, di Diritto, di Matematica, per citarne alcuni, che possono affrontare il tema del clima da più punti di vista, come la conoscenza dei dati, la statistica, le interpretazioni degli scienziati, i trattati internazionali, la tecnologia.

E, infatti, questo verrà fatto nel nostro Istituto, che ha già deliberato in Collegio di dedicare attenzione in questo anno scolastico all’Educazione ambientale.

Personalmente credo che la partecipazione a manifestazioni di vario genere, anche ispirate alle migliori cause, attenga alla sfera privata degli individui; i nostri alunni, forti delle conoscenze acquisite a scuola, ma anche di quelle provenienti dalla famiglia, dagli amici, dalle proprie letture e altro, decideranno autonomamente, ora e nel futuro, a quali partecipare.
La scuola non deve intervenire per autorizzare manifestazioni che si svolgono fuori dalle lezioni, ma in orario scolastico; non compete al Ministero suggerire quali manifestazioni siano valide o meno, quali siano quelle autorizzabili e quelle no.

Se i ragazzi dovranno giustificare, si assumeranno, loro e le loro famiglie, la responsabilità di una scelta compiuta per una convinzione personale. Ci sono dei compiti e dei confini che riguardano le Istituzioni, e questi vanno rispettati. E dobbiamo essere noi adulti per primi a rispettarli, altrimenti il rischio è che, nella confusione dei ruoli, fallisca la nostra azione educativa e non venga raggiunto l’obiettivo comune, che è appunto la formazione di futuri cittadini consapevoli.

Distinti saluti
Prof.ssa Anna Rita Borelli

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