Sciopero clima e giustificazione assenza studenti, non tutti concordano. Gelmini: pretesto per settimana corta

di redazione
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C’è dibattito attorno alla scelta del Ministro Fioramonti di emanare una circolare con la quale si chiede ai Collegi docenti di giustificare l’assenza degli studenti in vista dello sciopero del 27 settembre sul clima.

Flobal Strike For Future, questo il nome dell’evento che coinvolgerà molti studenti italiani. Il Ministro Fioramonti ha emanato una circolare con la quale si chiede di non considerare le ore di assenza nel monte previsto ai fini dell’ammissione alla classe successiva e agli esami.

Non tutti, però, sono concordi. Ecco alcune voci discordanti

Toti, presidente della Regione Liguria e leader di Cambiamo!

“Vogliamo insegnare ai nostri ragazzi a rispettare l’ambiente? Ecco l’idea geniale del Ministro dell’Istruzione Fioramonti: chiedere alle scuole di considerare giustificate le assenze degli studenti che manifesteranno contro il cambiamento climatico! Ben vengano le ore di lezione sul rispetto dell’ambiente da inserire nei programmi scolastici, ma togliere agli studenti il senso del dovere è il messaggio più sbagliato che un’istituzione come la scuola possa dare”.

Fioroni, ex Ministri dell’istruzione

“Non è mio costume dare consigli o esprimere critiche ai Ministri che si sono succeduti a Viale Trastevere. Ritengo però indispensabile chiedere al Ministro Fioramonti di riflettere sulla decisione di giustificare gli studenti che partecipano alla manifestazione per il clima il prossimo 27 settembre. L’intenzione, vista la tematica, è lodevole. Il governo però ha competenze per operare con fatti concreti al fine di tutelare il nostro ambiente. Ai genitori e alla scuola compete giustificare come libera scelta chi decide di partecipare alla manifestazione. Non spetta al Governo certificare la buona partecipazione o tanto meno la buona assenza per tutti, prescindendo dalla libera decisione di partecipare, dalla sensibilità e dall’effettiva partecipazione”.

“Signor Ministro, ci sarà anche – sostiene Fioroni – chi ritiene di non partecipare e a questi ragazzi cosa garantirà una scuola che potrebbe essere semi vuota? Perché non prova a valutare l’indizione di una iniziativa sul tema dei cambiamenti climatici in tutte le scuole italiane, per l’informazione, la sensibilizzazione e la conoscenza? Perché non realizzare una rete di scuole che su questo tema si impegna con serietà e approfondimento? Ci pensi, ad ognuno le sue competenze e ognuno per una causa giusta faccia al meglio le cose che gli competono”.

Maria Stella Gelmini, ex Ministro dell’Istruzione

“Se il ministro Fioramonti vuole davvero dare un segnale positivo ai ragazzi impegnati nella battaglia contro il climate change e per l’ambiente non ne giustifichi le assenze da scuola – troppo facile – ne raccolga invece le proposte. Sì alla raccolta differenziata nelle scuole. Sì al plastic free negli istituti dotandoli di acqua potabile con distributori adatti. Sì ai cibi a chilometro zero nelle mense, sinonimo di qualità e di basse emissioni”.

“Inizi a lavorare in questa direzione- prosegue – come dovrebbe fare un ministro che dimostra interesse sincero ai temi proposti dai ragazzi, e lasci ai genitori il compito di pensare alle giustificazioni. A ognuno il suo. La lotta per l’ambiente non può diventare un pretesto per saltare sistematicamente la scuola e varare la ‘settimana corta’”.

Rossano Sasso, leghista

“La circolare del Ministro Fioramonti in cui si invitano i dirigenti scolastici a voler giustificare gli studenti che aderiranno alla protesta global-ambientalista di venerdì 27 rappresenta un fallimento pedagogico. Un messaggio sbagliato, oltre che un invito a nozze con cui marinare la scuola. Consente di rinunciare al rispetto delle regole, alle ore di apprendimento, alla consapevolezza che lo studio è un diritto al quale non si dovrebbe mai rinunciare e men che meno in nome di battaglie ideologiche. A questo punto, qualsiasi sciopero legato ad altri temi importanti come giustizia, libertà, pace e fame nel mondo sarebbe giustificato. Fioramonti si confronti con pedagogisti, insegnanti, dirigenti scolastici – possibilmente senza tessere di partito in tasca – e inizi a fare il Ministro: risolva i problemi della scuola, il precariato, l’edilizia scolastica ed entrerà nella storia. Nel frattempo, dica agli studenti di andare a scuola”.

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