Sciopero Clima, DiSAL: atteggiamento Fioramonti “paternalista e statalista”

di redazione
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Comunicato DiSAL – Oggi non è un venerdì qualsiasi: questo è un “Fridays For Future”, giorno del 3° Global Climate Strike, lo sciopero per il clima che vede mobilitate in tutto il mondo milioni di persone allarmate dalla situazione ambientale del nostro pianeta e impegnate, giustamente, a chiedere ai governi interventi di tutela e azioni di sostenibilità.

Anche in Italia, oggi, studenti, docenti e operatori scolastici protestano con iniziative a scuola e manifestazioni nelle piazze contro politiche energetiche e scelte strategiche ritenute non adeguate e, anzi, causa di conseguenze negative sul clima e sull’ambiente. Un’azione di sensibilizzazione collettiva che vede negli studenti gli attori più convinti. L’adesione allo sciopero è stata caldeggiata dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti che ha invitato le scuole ad organizzare eventi ed i dirigenti scolastici a giustificare l’assenza degli studenti scesi nelle piazze in questa giornata.

Qualche considerazione e domanda a margine per non perdere la bussola.

1) Se è un Ministro del governo italiano in carica che invita studenti, docenti e presidi a manifestare aderendo ad una giornata di sciopero globale contro politiche non sostenibili, questo sciopero contro chi è rivolto? Il Ministero non è parte proprio di quel Governo in carica chiamato a prendere decisioni politiche innovative nel campo della tutela ambientale?

2) Un Ministro a capo di un sistema pubblico di scuole costituzionalmente qualificate come istituzioni ‘autonome’ (perciò’ capaci di autoregolamentarsi) è corretto che indichi, con una circolare, a quale manifestazione nazionale le scuole sono invitate ad aderire, con il suggerimento, per di più, ai dirigenti scolastici delle modalità con cui gestire la giustificazione delle assenze degli alunni? L’atteggiamento del Ministro evidenzia una modalità di approccio paternalistico e ancora statalista, non rispettoso dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le quali possono già decidere – come normalmente accade – di promuovere percorsi disciplinari e formativi su temi anche ambientali con lezioni, approfondimenti, ricerche, incontri con esperti. Fino alla previsione di far partecipare gli alunni a eventi o giornate a tema chiedendone l’autorizzazione ai genitori, coinvolti così, consensualmente, nelle finalità e modalità attuative di un progettato e documentato percorso formativo. Questa è la modalità corretta che rispetta tutti i soggetti implicati nell’azione formativa, è contestualizzata e fa crescere l’autonomia.

Non servono per questo indicazioni dall’alto che dicano per cosa sia giusto o meno manifestare, strizzando l’occhio allo stato etico. Il Ministro non deve fare il rappresentante degli studenti di un immaginario Consiglio di Istituto nazionale.

3) Non sarebbe stato più opportuno che Il Ministro dichiarasse invece di impegnarsi, insieme al nuovo Governo, ad implementare risorse e fondi per la progettazione di percorsi di formazione dei docenti sui temi della sostenibilità, così che essi adeguino la propria azione formativa alle richieste dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile? Questo programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità è stato, infatti, sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU – tra i quali l’Italia – che hanno individuato tra i 17 Obiettivi comuni per lo Sviluppo Sostenibile proprio il contrasto al cambiamento climatico ed il miglioramento della qualità dell’ambiente.

Un impegno in cui non da oggi le scuole autonome italiane ed i loro docenti sono coinvolti e che chiede, ora, adeguati percorsi di aggiornamento.

Sulla facciata del palazzo del Miur a Roma campeggia in questi giorni un banner fatto esporre dal ministro Fioramonti a sostegno della Settimana del Clima: “Istruzione, no estinzione”. Proprio la salvaguardia ed il potenziamento dell’autonomia didattica, formativa e gestionale delle istituzioni scolastiche ed il sostegno all’autonoma responsabilità educativa dei soggetti che ogni giorno le frequentano, insieme certamente all’appoggio delle iniziative per la tutela del Creato, è la prima forma per evitare l’estinzione del bene più prezioso di una nazione: la consapevolezza del proprio io di ciascun ragazzo e ragazza ed il sostegno all’esercizio della sua personale responsabilità.

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