Sciopero 8 giugno, ad Alessandria la protesta è per i sovrannumerari

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A fronte di una carenza di organico si sta verificando un numero crescente di docenti in sovrannumero destinati a perdere la loro cattedra e prenderne un’altra.

Sembra una contraddizione in termini, ma è quanto scrive La Stampa su quel che sta accadendo ad Alessandria. Si tratta di una declinazione territoriale di un fenomeno di ambito nazionale. I sindacati sarebbero sul piede di guerra e vorrebbero maggiori certezze sullo scenario da qui ai prossimi quattro mesi, quando riapriranno le scuole.

Per questo motivo e per altre incertezze i sindacati minacciano lo sciopero per l’8 giugno, come già anticipato da Orizzonte Scuola. Raccontano di ricevere moltissime telefonate dai loro iscritti in ansia per le incertezze legate alla riapertura delle scuole. Non si tratta solo di mascherine, distanziamenti e classi pollaio. Nella provincia piemontese lamentano uno spettro peggiore: perdere la cattedra che avevano occupano nell’anno che si sta concludendo.

La preoccupazione è condivisa anche dai dirigenti, stando a quanto dichiarato da Serena Morando della Flc Cgil che afferma: “Molti istituti ci segnalano situazioni di difficoltà perché ci si ritroverà con organici insufficienti, visto l’elevato numero di docenti dichiarati soprannumerari. Avrebbero perso il posto in 24. Le situazioni di maggiore difficoltà sono legate alla scuola primaria; in alcuni casi si parla di pluriclassi con 19 alunni. Ne sono già previste per esempio a Mandrogne, Bosco Marengo, Cerrina, Ozzano, Terruggia, Serralunga, Mirabello, San Martino, Molino dei Torti, San Sebastiano Curone, Pecetto, Rocchetta, Melazzo. Considerato il calo di alunni, all’Infanzia alcune sezioni da “Tempo normale” sono passate a orario ridotto. Ma in casi particolari come a Molino dei Torti, dove gli alunni sono solo 5, non è stato possibile assegnare alcuna sezione”.

Il dito è puntato contro la determinazione degli organici e Maria Grazia Bodellini lo dice a parole chiare: “C’è forte preoccupazione e disappunto rispetto alle modalità con cui sono state gestite le operazioni di determinazione degli organici”. Le fa eco Daniela Bulzomì, della Gilda Unams: “Si ricorda che rispetto alle relazioni sindacali, la determinazione è oggetto di informativa sindacale e non di contrattazione. Tuttavia si è sempre lavorato in un’ottica di collaborazione e confronto”.

A rincarare la dose è Giovanni Guglielmi della Uil Scuola. “Durante quest’anno – afferma – dopo essere stati convocati a un primo incontro su criteri e numeri non ancora definitivi, avevamo già chiesto di essere riconvocati. Dopo oltre un mese e due solleciti, l’informativa è stata fornita con una mail. E ciò svilisce il valore delle relazioni sindacali e comprime un possibile intervento”.

“Questo è solo uno dei problemi. Sono falliti – conclude Carlo Cervi della Cisl Scuola -tutti i tentativi di conciliazione con il ministero anche sulle altre questioni aperte come il potenziamento degli organici, le nuove regole e l’organizzazione scolastica in conseguenza delle norme anti Covid. Per questo a livello nazionale abbiamo proclamato lo sciopero per l’8 giugno”.

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