Sciopero 30 maggio, i presidi contro i sindacati: “Solito ritornello, manifestazione populistica, vogliamo insegnanti più preparati”

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Sciopero nazionale della scuola: a scendere in piazza sono Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief. Previsto l’arrivo di un centinaio di pullman da tutta Italia per la manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma.

La protesta, a pochi giorni dalla conclusione dell’anno scolastico, è stata proclamata dai sindacati contro le novità in tema di formazione, reclutamento, salario e carriera varate dal governo con il Decreto Legge 36/22.

Non riteniamo che fosse il momento migliore per farlo siamo alla conclusione di un anno abbastanza travagliato e riteniamo quindi che le esigenze del servizio delle valutazioni dei nostri studenti dovessero prevalere”, dice Antonello Giannelli, presidente nazionale ANP.

Noi dell’Anp siamo qui a Torino e siamo impegnati a parlare della sicurezza delle scuole tematica sicuramente fondamentale. – ha sottolineato Giannelli – se si dovesse fare uno sciopero penso che l’unica buona ragione per farlo oggi sarebbe quella di protestare contro la riduzione del finanziamento all’istruzione che è scesa di nuovo al 3,5% del Pil sulla base del Documento di programmazione economico finanziario e questo non è accettabile, è molto più basso di quanto prevede l’Europa“.

“Il ritornello è il solito: stabilizzare i precari, non considerando per nulla il diritto degli alunni ad avere insegnanti migliori, più preparati, più aggiornati”, osserva Cristina Costarelli di Anp Lazio. “E si vuole evidentemente la distribuzione a pioggia di soldi per tutti. Non si vuol sentire parlare di merito e differenziazioni. Più soldi per tutti ha un sapore populista senza utilizzare gli aumenti per restituire efficienza e premialità“, le fa eco Mario Rusconi di Anp Roma.

 

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