Sciopero 23 marzo, Anief: crescono adesioni per protestare a sostegno dei diplomati magistrale, dei precari e contro il Contratto

di redazione
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comunicato Anief – Il mondo della scuola affila le armi contro l’inerzia del Governo italiano sul fronte del precariato: dopo il riuscito stop delle lezioni dell’8 gennaio scorso, per via dell’assurda sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso dalla GaE decine di migliaia di maestri con diploma magistrale, l’Anief ha proclamato sia lo sciopero orario dei primi due giorni di scrutini tra la fine di gennaio e la prima decade di febbraio, sia lo sciopero con manifestazione di piazza davanti al Parlamento del prossimo 23 marzo. Su quest’ultima data di protesta stanno confluendo diverse altre associazioni e organizzazioni sindacali.

La mobilitazione d’inizio primavera risulta infatti particolarmente sentita, perché coincidente con l’insediamento delle nuove Camere, a seguito delle votazioni politiche del prossimo 4 marzo. I nuovi parlamentari verranno infatti a conoscenza del fatto che in Italia ci sono decine e decine di migliaia di docenti e Ata precari, anche di lungo corso, a cui il Governo uscente non solo non ha fornito alcuna garanzia per il loro futuro professionale, ma ha addirittura posto resistenze contro la loro stabilizzazione. Come nel caso dei maestri con diploma magistrale, conseguito fino al 2002, a cui il Consiglio di Stato ha incredibilmente negato l’accesso nelle GaE, ribaltando diverse decisioni di tenore letteralmente opposte emesse dallo stesso organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nella pubblica amministrazione, contro cui proprio oggi l’Anief ha comunicato di avere presentato reclamo collettivo al Consiglio d’Europa direttamente tramite il suo presidente nazionale Marcello Pacifico.

Il giovane sindacato ritiene, infatti, che i docenti con diploma magistrale abbiano pieno diritto a rimanere in quelle Graduatorie ad esaurimento già riaperte nel 2008 e nel 2012. Allo stesso modo, va confermata l’immissione in ruolo dei 6mila e oltre maestri già assunti a tempo indeterminato e che hanno pure già superato l’anno di prova o che lo devono superare nel corrente anno scolastico. La permanenza nelle GaE, inoltre, va accordata a tutti i docenti abilitati, quindi anche a coloro che sono usciti con esito positivo dai Corsi di Scienze della formazione primaria, gli stessi abilitati con Tfa, Pas e all’estero.

Il presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico, è convinto che “la categoria dovrà giungere compatta alla mobilitazione, attraverso la quale denunciare i modesti aumenti che arriveranno con il rinnovo del contratto, su cui pesa anche l’ombra del peggioramento delle norme che regolano i rapporti dell’amministrazione con il personale. Stiamo vivendo un momento davvero delicato per la nostra istruzione pubblica e per chi vi opera con l’intento di farla funzionare al meglio ogni giorno: le forze parlamentari che si apprestano ad essere votate dagli italiani ne devono essere consapevoli. Per questi motivi la nostra contestazione è stata fissata al 23 marzo: chi inizia a governare e a legiferare in questo Paese deve assolutamente mettere in cima alle priorità degli interventi da attuare quelli della scuola pubblica. Così non si può andare avanti: precariato e contratto sono delle emergenze non più procrastinabili”.

28 gennaio 2018

Ufficio Stampa Anief

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