Sciopero 17 novembre, è scontro a distanza tra governo e sindacati

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La tensione tra CGIL e UIL e il Governo Meloni raggiunge il culmine in vista dello sciopero generale programmato per venerdì 17 novembre.

Le questioni tecniche sulla natura dello sciopero, viste diversamente dai sindacati e dal Garante degli Scioperi, scatenano un acceso dibattito politico.

Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, difende la decisione di procedere con lo sciopero, nonostante le obiezioni del Garante. Secondo Landini, si tratta di un errore che minaccia il diritto di sciopero. Pierpaolo Bombardieri, leader della UIL, condivide questa posizione, respingendo i limiti imposti dalla commissione di garanzia.

Dall’altra parte, la Lega, con il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, critica l’azione dei sindacati. Salvini richiede il rispetto delle regole e minaccia restrizioni orarie se i sindacati non aderiscono.

La polemica coinvolge anche altri esponenti politici. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, accusa il governo di calpestare i diritti dei lavoratori. Il Movimento 5 Stelle, attraverso il suo presidente Giuseppe Conte, esprime pieno sostegno alle ragioni dello sciopero.

Nonostante la richiesta del Garante di escludere alcuni settori dallo sciopero e di rimodulare gli orari per altri, CGIL e UIL mantengono ferma la loro decisione. Annunciati scioperi regionali in diverse date, con una manifestazione nazionale a Roma in piazza del Popolo.

La CISL, al contrario, sceglie un percorso diverso, decidendo di non aderire allo sciopero e pianificando una propria manifestazione per il 25 novembre, per chiedere miglioramenti nella manovra del governo, in particolare sulle pensioni.

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