Sciopero 17 maggio confermato da alcuni sindacati: no a regionalizzazione

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Comunicato Comitato 22 marzo per la difesa della scuola pubblica – Il 17 Maggio è stato indetto uno sciopero unitario da CGIL, CISL, UIL, Snals, Gilda e dai sindacati di base contro la regionalizzazione della scuola pubblica, per l’aumento degli stipendi e la stabilizzazione dei precari. In seguito all’intesa del 24 aprile tra Governo e CGIL, CISL, UIL, Snals, Gilda questi sindacati hanno “sospeso” lo sciopero.

Lo sciopero del 17 maggio però resta confermato dai sindacati di base Cobas, CUB, Unicobas, SGB e anche da ANIEF.

E’ fondamentale che il mondo della scuola scioperi il 17 Maggio. L’intesa infatti contiene affermazioni di principio molto generiche che non impediranno a Lega e Governo di approvare il progetto di Regionalizzazione della Scuola Pubblica dopo le elezioni europee, come hanno dichiarato di voler fare. Inoltre l’intesa non prevede risorse per l’aumento degli stipendi: potranno essere stanziate solo nella prossima legge di bilancio; cosa improbabile visti gli impegni economici già presi dal Governo su altri provvedimenti.

E’ molto importante che il mondo della scuola si opponga al progetto di Regionalizzazione: con l’autonomia differenziata richiesta dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e sostenuta dal Governo, le regioni più benestanti tratterranno gran parte delle proprie tasse a danno delle altre e si arriverà alla frammentazione del sistema di istruzione nelle 20 regioni, con effetti molto negativi per lavoratori e studenti.

Docenti e ATA, col passaggio dal contratto nazionale ai contratti regionali, avranno un forte peggioramento delle loro condizioni: gli incrementi di stipendio (tutti da verificare) saranno possibili solo in poche regioni “ricche”, a danno delle altre, mentre ci saranno aumenti dell’orario di lavoro, maggiore precarietà, difficoltà nei trasferimenti tra regioni e un aumento del potere dei DS, sottoposti al controllo del potere politico locale. Gli studenti avranno programmi didattici e finanziamenti differenziati per ogni regione: verrà negato il diritto all’istruzione per tutti, con istituti e alunni di serie A e di serie B a seconda delle risorse di un territorio; la valenza nazionale dei titoli di studio sarà a rischio.

Per questo motivo è fondamentale che docenti e personale ATA facciano sentire tutta la loro opposizione al progetto di regionalizzazione della Scuola Pubblica scioperando il 17 maggio.

Comitato 22 marzo per la Difesa della Scuola Pubblica

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