Sciopero 14 novembre. Anief: lezioni a rischio

di redazione
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Anief – Basta con le manovre vuote di facciata: se si vuole sconfiggere la precarietà scolastica servono risorse e la volontà politica di coprire tutti i posti vacanti e disponibili che non sono, certamente, i 25mila posti che il Ministero dell’Istruzione ha ottenuto di trasferire dall’organico di fatto a quello di diritto.

Posti che i tecnici del Ministero dell’Economia considerano pure non coperti dall’impegno economico previsto nella Legge di Stabilità e minacciano di portare a meno della metà, forse 11mila cattedre, la portata della manovra.

Per tutti gli addetti ai lavori, ma anche secondo la stampa specialistica, la soluzione all’abuso di precariato in Italia è lontana dal compiersi: “c’è ancora da lavorare affinché il nodo organici sia risolto e il primo passo è la Legge di Stabilità, anche se non è ancora ben chiaro il numero delle cattedre interessate, e dunque quale potrebbe essere il potenziale impatto per singola classe di concorso e provincia”, scrive la rivista Orizzonte Scuola.

“Solo trasformando tutti i posti in organico di diritto si può cominciare a pensare seriamente di sconfiggere la cosiddetta supplentite – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -: per questo motivo, abbiamo presentato alla Camera un emendamento specifico. Serve, però, che anche il Miur avvii il prima possibile un’indagine nazionale, chiedendo ai 7mila Dirigenti scolastici in servizio di dichiarare la natura delle supplenze conferite nelle loro scuole fino al 30 giugno 2017: da una stima attendibile del nostro sindacato, anche sulla base delle oltre 100mila supplenze che vengono sottoscritte ogni anno, possiamo dire sin d’ora che almeno il 70 per cento di quelle cattedre riguardano posti a tutti gli effetti vacanti o comunque privi di titolare”.

“In questo modo – continua il sindacalista Anief-Cisal – si potrebbe assegnare l’immissione in ruolo ad almeno altre 70mila cattedre, già dall’inizio del prossimo anno scolastico. In pratica, il piano triennale di assunzioni da 80mila posti, annunciato nei giorni scorsi, andrebbe attuato con immediatezza, acquisendo i candidati da immettere in ruolo pure della seconda fascia delle graduatorie d’istituto, dove sono inseriti tantissimi docenti abilitati all’insegnamento ma destinati da una legge sbagliata a rimanere supplenti a vita poiché privi di alcuna prospettiva di assunzione. L’unico modo per ‘salvarli’ rimane quello di cambiare le norme o chiedere l’intervento dai giudici, almeno per un risarcimento equo”.

“Seguendo la stessa procedura – prosegue Pacifico – si potrebbero realizzare assunzioni a tempo indeterminato anche a 35mila amministrativi, tecnici e ausiliari dando, così, giustizia anche a tanti precari Ata che da troppo tempo attendono di essere stabilizzati, pur essendo inseriti nelle graduatorie permanenti propedeutiche per le immissioni in ruolo. Anche per questi motivi, domani abbiamo proclamato lo sciopero per l’intera giornata e deciso di manifestare a Roma. Davanti al palazzo di Montecitorio, dove arriveranno docenti e Ata da tutta Italia, diremo a gran voce che non possono bastare 25mila posti richiesti in dal Miur, ancora meno gli 11mila autorizzati dal Mef”.

Lo sciopero di domani è stato proclamato per l’intera giornata, sulla base di una piattaforma sindacale ampia e circostanziata: tutto il personale scolastico avrà la possibilità di aderire e, per tale motivo, nei giorni scorsi è stato comunicato a studenti e famiglie che le lezioni previste potrebbero non svolgersi con regolarità. A Roma, dalle 8.00 alle 13.00, è prevista la manifestazione nazionale: davanti al palazzo di Montecitorio, si recheranno tanti lavoratori, provenienti da tutta la Penisola, che intendono così sensibilizzare i parlamentari per cambiare la Legge di Stabilità dando finalmente risposte concrete a chi opera nella scuola e garantisce la formazione delle nuove generazioni senza veder rispettati i propri diritti.

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