Sciopero 10 dicembre: abolizione del vincolo, riduzione classi pollaio, fondi per organico Covid, aumento a tre cifre per gli stipendi. I sindacati all’attacco [SPECIALE]

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Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda e Snals (allo sciopero, in forma separata, partecipa anche Anief) rompono gli indugi e hanno proclamato, per venerdì 10 dicembre, una giornata di agitazione sindacale per protesta contro l’immobilismo del governo in materia di istruzione.

Le azioni di sciopero previste sono:

– Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Federazione Gilda Unams (nota congiunta del 24 novembre u.s.): tutto il personale docente, ata ed educativo;
– Flc Cgil, Uil Scuola Rua e Snals Confsal (nota congiunta del 24 novembre u.s.): personale Dirigente Scolastico;
– AND (nota del 24 novembre u.s.): tutto il personale docente ed educativo;
– Anief (nota del 25 novembre u.s.): personale docente, ata ed educativo a tempo indeterminato e determinato;
– Cobas – Comitati di base della scuola (nota del 26 novembre u.s.): personale docente, educativo ed ata delle scuole di ogni ordine e grado;
– Cub Sur (nota del 26 novembre u.s.): personale docente, ata, educatore e dirigente, a tempo determinato, indeterminato e con contratto atipico;
– Fisi (nota del 26 novembre u.s.): tutto il comparto istruzione e ricerca – settore scuola;
– Sisa – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente (nota del 29 novembre): personale docente, dirigente ed ata, di ruolo e precario.

NOTA

Le motivazioni di Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Federazione Gilda Unams

“Adesso basta, la scuola si ribella”, è il titolo della campagna informativa messa in atto dai sindacati. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso è la Legge di Bilancio in corso di approvazione in Parlamento che destina ben poco per la scuola.

33 miliardi di Legge di Bilancio, ma solo lo 0,6% viene destinato per riconoscere la professionalità docente. Un fondo, però, secondo i sindacati, per pochi. Una logica premiale che fa a pugni con l’effettiva necessità di rendere merito al lavoro della classe insegnante.

87 euro, invece, è la previsione di aumento del nuovo contratto. Decisamente troppi pochi. 350 euro, poi, è la differenza attuale tra la pubblica amministrazione e il personale scolastico.

Sull’organico Covid, invece, è stato fatto ben poco: 300 milioni sono stati trovati per gli insegnanti, ma zero risorse, invece, per il personale Ata.

Le misure che servono immediatamente sono cinque: concorso Dsga facenti funzioni, riduzione del numero di alunni per classe, abolizione dei vincoli sui trasferimenti del personale, fine delle incursioni legislative in materia di contratto, snellimento delle procedure e meno burocrazie.

Dare stabilità al lavoro di migliaia di precari valorizzando di più il lavoro che si fa in classe. Aumento dei posti dei collaboratori scolastici. E poi: presidi sanitari e sistemi di sanificazione nelle scuole. Basta con le reggenze, un dirigente e un Dsga per ogni scuola.

  1. Rispetto degli impegni sottoscritti con le organizzazioni sindacali nel Patto per la Scuola
  2. Risorse per un aumento salariale a tre cifre nel rinnovo del contratto
  3. Proroga dei contratti Covid anche per il personale ATA
  4. Risorse, non spiccioli, per la valorizzazione professionale e non per un premio alla “dedizione”
  5. Percorsi riservati per la stabilizzazione dei precari con tre anni di servizio
  6. Concorso riservato per i Facenti Funzione Dsga anche se privi del titolo di studio
  7. Sblocco della norma di legge del vincolo sulla mobilità per i neo immessi in ruolo dal 2020/21
  8. Intervento strutturale sulle classi numerose non a costo zero.

Le motivazioni di Anief

Alla base della protesta di Anief c’è la grande delusione per le decisioni prese dal Governo italiano per il mancato rilancio della scuola, a partire dallo schema della Legge di Bilancio 2022 e dalla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanze 2021, che disattendono totalmente il “Patto per la Scuola al centro del Paese”, sottoscritto lo scorso maggio dal ministro dell’istruzione e dalle Confederazioni sindacali, relativo alla necessità di adottare interventi urgenti, strutturali e organici per rilanciare il sistema nazionale di istruzione.

Tra i motivi dello sciopero del 10 dicembre prossimo c’è anche l’introduzione dell’obbligo vaccinale Covid-19 per il personale scolastico, a partire dal prossimo 15 dicembre, che peraltro segue l’introduzione dell’obbligo di possesso ed esibizione dal 1° settembre 2021 della certificazione verde Covid-19, procedendo in entrambi i casi alla sospensione dal servizio e della retribuzione, ma violando la normativa comunitaria richiamata nella raccomandazione dell’assemblea del Consiglio d’Europa n. 2361/2021 proprio contro l’obbligo vaccinale.

Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ritiene “inaccettabile l’aumento di appena 240 milioni del Fondo unico nazionale per la valorizzazione del personale docente, previsto dalla bozza della Legge di Bilancio 2022, che rappresenta un intervento del tutto inadeguato nella misura – peraltro ridotta di 20 milioni rispetto alla formulazione iniziale, che si pensa di destinare alle retribuzioni dei dirigenti scolastici – e nella platea, considerato che il personale Ata sarebbe escluso dall’accesso a tali risorse”.

Tra i motivi dello sciopero, c’è anche la mancata trasformazione dell’organico aggiuntivo cosiddetto “Covid” del personale docente e Ata in organico di diritto, oltre che il mancato rifinanziamento dell’organico Covid per il personale ATA che, a differenza di quanto previsto per il personale docente, rischia di vedere interrompere i propri contratti al 30 dicembre 2021.

Sciopero 10 dicembre, quali procedure devono svolgere le scuole: dalla comunicazione alla famiglia a quella pubblica

Le azioni di sciopero, interessando un servizio pubblico essenziale, quello dell’istruzione, regolamentato dalla L. 146/90, art. 1, prevedono una serie di norme pattizie, definite ai sensi dell’art. 2 della medesima legge, in cui si precisa che il diritto di sciopero deve essere esercitato in osservanza delle procedure e delle regole fissate dalla citata normativa.

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