Schillaci: “Allarme dipendenze per i social media. La scuola ci aiuti. Serve educazione civica 4.0”

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In un’intervista a La Stampa, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza online, enfatizzando il pericolo crescente di dipendenza da videogiochi e cyberbullismo tra gli studenti.

La preoccupazione arriva in concomitanza con la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete.

Schillaci cita un’inchiesta di La Stampa, evidenziando come mezzo milione di giovani italiani siano dipendenti dai social network. Secondo il ministro, questo fenomeno è strettamente correlato all’aumento dei disturbi mentali tra le generazioni più giovani, includendo la Generazione Z e la Generazione Alpha, quest’ultima definita come “screenagers” per il loro elevato tempo trascorso davanti agli schermi.

Il ministro non esita a definire questi problemi come una nuova emergenza sanitaria, collegandola alla diffusione dei disturbi alimentari. Afferma che, dopo gli incidenti stradali, i disturbi alimentari sono la principale causa di morte tra i giovani sotto i 24 anni.

Pur non utilizzando personalmente i social media, Schillaci sottolinea la loro importanza nel facilitare la creazione e il mantenimento di relazioni interpersonali. Tuttavia, avverte che l’uso eccessivo e non regolamentato di queste piattaforme può intensificare problemi esistenti, come i disturbi alimentari.

Il ministro richiede maggiore trasparenza e regolamentazione ai colossi del web, specialmente riguardo la profilazione degli utenti e la selezione dei contenuti. Sottolinea l’importanza di misure preventive, piuttosto che restrittive, per combattere l’Internet Addiction Disorder.

Tra le proposte di Schillaci, vi è l’introduzione di avvisi “pop-up” sui social media per segnalare un uso potenzialmente dannoso. Inoltre, suggerisce che le immagini photoshoppate su piattaforme e nella moda siano chiaramente etichettate per contrastare l’impatto dei modelli estetici irraggiungibili.

Per il ministro, è fondamentale educare i giovani all’uso sicuro dei social media nelle scuole, coinvolgendo insegnanti, genitori e istruttori sportivi. Questo fa parte di un’iniziativa più ampia denominata “generazione Z”, coordinata dall’ISS, che mira a esplorare ulteriormente le dipendenze da internet tra gli 11 e i 17 anni.

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