Schianto del jet nella scuola Salvemini, il ricordo a trent’anni dalla strage

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Sono passati trent’anni dalla strage della scuola Salvemini, a Casalecchio di Reno, nel bolognese, ma il dolore è ancora forte. Alle 10,33 del 6 dicembre del 1990, dodici studenti persero la vita.

Probabilmente non se ne accorsero neanche, proprio come accade quando la morte giunge all’improvviso, senza farsi annunciare da alcun segnale.

In classe c’era una lezione. Sembrava un giorno di scuola come tanti altri, con la professoressa a spiegare la lezione ai suoi sedici alunni. A marcare la differenza fu il rombo improvviso e inspiegabile del motore di un jet militare. In men che non si dica quel rumore divenne sempre più vicino. Roba di pochi secondi, poi lo schianto contro il muro esterno della classe al primo piano della succursale del Salvemini, un istituto secondario di secondo grado, le “superiori”.

Il silenzio mortale che seguì lo schianto durò ancora meno: fu rotto dal rumore dell’incendio divampato al piano superiore. Le sirene dei vigili del fuoco contribuirono al concerto della disperazione. L’istituto era frequentato da 200 ragazzi oltre al personale scolastico; la metà rimase bloccata in quella prigione di morte per sette lunghissimi minuti, fino a quando i soccorsi riuscirono a portare tutti in salvo, documentando la tragedia.

Il motore del jet era in avaria e il pilota perse il controllo dei comandi. Lui fece in tempo a lanciarsi dal velivolo con il seggiolino eiettabile, ma nulla poté per imprimere una direzione diversa a quel velivolo che nel suo zigzagare anomalo puntava proprio contro l’edificio scolastico. Il tribunale al termine del processo sentenziò l’assenza del reato per i tre imputati. Per i giudici si trattò di sciagura, di un tragico incidente anche se venne riconosciuta una ricompensa ai familiari delle vittime che ebbero ben poco a consolarsi.

La scuola fu sequestrata e lo rimase fino a diciannove anni fa, quando liberata dal vincolo giudiziario fu trasformata in Casa della solidarietà e – come ricorda anche il sito di Rai News – divenne la sede autogestita di una trentina di associazioni. Per ricordare quella strage, dall’anno successivo, ogni anno viene deposto un fiore bianco nell’aula squarciata rimasta intatta per preservare la memoria di quel che accadde.

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