Schettini: “Chi mi critica è entrato nel mondo della scuola come seconda scelta. Ma chi lavora in classe deve essere molto motivato”

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“All’inizio ero stupito, poi però mi sono detto che è ovvio che nei grandi numeri non tutti ti possono amare; poi sappiamo come funziona, i classici leoni da tastiera sono dappertutto. Alcuni si dicono docenti ma è una piccola percentuale, credo formata da chi è entrato nel mondo della scuola come seconda scelta. Questo è un peccato, perché chi lavora in classe deve avere forti motivazioni, soprattutto in questi anni in cui insegnare è diventato più difficile”.

Lo ha detto Vincenzo Schettini, il prof-influencer de La Fisica Che Ci Piace intervistato da La Repubblica.

Il docente si sofferma anche sui genitori, sostenendo che “a volte puntano a standard alti e se i loro figli non raggiungono l’obiettivo danno colpa alla scuola. I genitori devono riprendere il potere del loro ruolo e dare maggior credito all’istituto scolastico. Gli studenti devono solo mettersi sui libri? No! Ci sono due punti fondamentali: ‘fare cose ‘e mettersi in gioco”, ha spiegato.

Non poteva mancare un commento sulla maturità, che fra pochi giorni aprirà i battenti: “Bisogna guardare i professori e dire loro: questo sono io, spiegare quale sarà il proprio contributo al mondo. Così comincerei l’orale“.

Secondo Schettini non sarebbero importanti i collegamenti: “raccontate un disegno di vita. Occorre già da giovani pensarlo anche affrontando i possibili sbagli. I ragazzi oggi hanno il terrore di fare errori. Che peccato! Si è perso il gusto dello sbaglio. Recuperiamolo, facciamoglielo capire, come genitori e come insegnanti“.

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