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Schermo televisore nero, smartphone e computer scollegati dal web indurranno i protagonisti a ripensare alle loro vite. “Don DeLillo. Il Silenzio”, Einaudi ed. (2021)

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Dal 2016 Einaudi non dava alle stampe uno scritto di Don DeLillo, da “Zero K” incentrato sul desiderio farsi ibernare per schivare la morte. L’autore è considerato uno dei maggiori scrittori viventi, pertanto l’attesa è altissima, pari alla considerazione di cui gode. Anch’io non ho saputo sottrarmi all’aspettativa e felice ho rigirato tra le mani il breve romanzo ancora cellophanato.

La sinossi è questa: anno 2022, la pandemia causata da Covid-19 è terminata, la gente può tornare ad abbracciarsi. Nel frattempo, in un volo aereo che collega Parigi a New York, Jim Kripps e Tessa Berens, poetessa creola, sono costretti a un atterraggio di fortuna. Tutta colpa di un blackout che non solo ha colpito il velivolo, ma l’intera nazione americana e, quasi per certo, il mondo. Ad aspettarli, una coppia di amici, Max e Diane, lui tifoso di football, lei professoressa di Fisica, che hanno preparato cibo e beveraggi per condividere su schermo la finale di Super Bowl.

Insieme a loro, Martin, ex studente di Diane, parecchio preso da una ricerca su uno scritto giovanile di Einstein.

Lo schermo del televisore, nero all’improvviso, gli smartphone e i computer scollegati dal world wide web indurranno i protagonisti a ripensare alle loro vite.

Ripensare, a ben vedere, non è il verbo corretto, perché emozioni e pensieri si affastellano privi di quella cornice informatica nella quale vive sprofondato l’homo digitalis, una specie di ragnetto invischiato in una rete che lo sostiene e lo significa, privato della quale dovrà fare i conti con lo smarrimento, con la precarietà che divarica i pertugi – se così si può dire – ontologici che l’assenza di elettricità produce.

La scrittura riecheggia il dialogo teatrale, ma è fratta, inconcludente, s’avvita su stessa alla ricerca di quel sostegno che era garantito soltanto dagli strumenti tecnologici. In quest’ottica distopica non è più il Mondo ad essere nihil, ma è l’uomo. “Il mondo è tutto, l’individuo niente. L’abbiamo capito tutti, questo?”. Da leggere, assolutamente.

I testi recensiti sono offerti dalla Libreria Cortina di Milano

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