Scelta libri di testo 2013/2014. Poche le nuove adozioni, per protesta, obbligo, o in attesa dei libri digitali?

Di Lalla

Lalla – Le adozioni dei testi scolastici devono essere deliberate nella seconda decade di maggio per tutti gli ordini e gradi di scuola. Ma tra l’obbligo di mantenere in adozione gli stessi libri per un quinquennio nella scuola primaria e per un sessennio nella scuola secondaria di I e di II grado, e le novità della digitalizzazione dei libri di testo dall’a.s. 2014/2015, nonchè la volontaria astensione dalle nuove adozioni deliberata da alcune scuole come forma di protesta per far emergere le difficoltà della professione, molti collegi dei docenti potrebbero scegliere di rimandare le scelte al prossimo anno.

Lalla – Le adozioni dei testi scolastici devono essere deliberate nella seconda decade di maggio per tutti gli ordini e gradi di scuola. Ma tra l’obbligo di mantenere in adozione gli stessi libri per un quinquennio nella scuola primaria e per un sessennio nella scuola secondaria di I e di II grado, e le novità della digitalizzazione dei libri di testo dall’a.s. 2014/2015, nonchè la volontaria astensione dalle nuove adozioni deliberata da alcune scuole come forma di protesta per far emergere le difficoltà della professione, molti collegi dei docenti potrebbero scegliere di rimandare le scelte al prossimo anno.

Nella nota del 15 gennaio è lo stesso Ministero a ricordare che "Le innovazioni introdotte dall’articolo 11 della legge n. 221/2012, contenente ulteriori misure per la crescita del Paese, prevedono, per le nuove adozioni, a decorrere dalle scelte effettuate nell’anno scolastico 2013-2014, a valere per l’anno scolastico 2014-2015, libri di testo in una nuova versione digitale o mista (costituita da un testo in formato cartaceo e da contenuti digitali integrativi, oppure da una combinazione di contenuti digitali e digitali integrativi).
Tale obbligo si applica tuttavia a partire, progressivamente, dalle classi prima e quarta della scuola primaria, dalla prima classe della scuola secondaria di I grado e dalla prima e dalla terza classe della scuola secondaria di II grado."

Oltre questa importante novità, bisogna ricordare che vige ancora l’obbligo di mantenere in adozione gli stessi testi scolastici per un quinquennio nella scuola primaria e per un sessennio nella scuola secondaria di I e di II grado. L’abrogazione di tale obbligo, infatti, è stata disposta dall’art. 11 della legge n. 221/2012, ma solo a decorrere dal 1° settembre 2013.

Pertanto – afferma il Ministero stesso – è da ritenere che il legislatore abbia inteso mantenere invariata per l’anno scolastico 2013-2014 la dotazione libraria già in uso, in coerenza con la normativa vigente (articolo 5 della legge n. 169/2008) dal momento che l’adozione dei libri di testo, nelle loro nuove tipologie, trova applicazione a decorrere dalla scelta per l’anno scolastico 2014-2015.

Il problema non si pone neanche per il primo ciclo di istruzione, in quanto il decreto ministeriale 16 novembre 2012, con cui vengono emanate le “Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e della scuola del primo ciclo” prevede espressamente che l’editoria scolastica adegui i libri di testo destinati alle scuole del primo ciclo, a partire dalle adozioni per l’anno scolastico 2014/2015.

Il passaggio ai libri di testo nella nuova versione digitale, da realizzare gradualmente a decorrere dalla adozioni per l’anno scolastico 2014/2015, richiede in ogni caso l’adozione di un apposito decreto ministeriale che ne definisca le caratteristiche tecniche.

Non si dimentichi tra l’altro che nel mese di ottobre – novembre molti collegi dei docenti avevano deliberato di astenersi per il corrente anno scolastico, dall’adozione di nuovi libri di testo, come forma di protesta nei confronti di provvedimenti ritenuti vessatori nei confronti dei lavoratori. Ci riferiamo in particolare all’innalzamento – unilaterale – dell’obbligo dell’orario di insegnamento da 18 a 24 nella scuola secondaria. Rientrato il provvedimento grazie alle vibranti proteste, alcune deliberazioni sono state annullate, altre sono rimaste in piedi come protesta nei confronti di molti altri aspetti della professionalità docente, che è necessario portare all’attenzione delle famiglie. 

La nota del 25 gennaio 2013

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