Scegliere la formazione per trovare lavoro: la prima tappa di un buon orientamento

di redazione

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Entrare nel mercato del lavoro è oggi, lo sappiamo, un’impresa spesso molto complicata.

Sono molti i giovani che, dopo aver conseguito un titolo di studi o un attestato di formazione, si ritrovano a vagare per mesi e a volte anche anni ai margini di quell’ambiente per loro inospitale che è il mondo del lavoro.

Spesso ciò avviene non tanto per le difficili condizioni occupazionali in cui comunque versa il nostro Paese (la disoccupazione giovanile in Italia è al 34,1%, e questo è un dato indubbio), ma anche perché in molti casi non si è avuta la possibilità di affrontare un buon percorso di orientamento in entrata nel mercato formativo, propedeutico a quello di ingresso nel mondo delle professioni.

In tal senso, tre sono i passaggi fondamentali, dai quali non si dovrebbe prescindere, in questo processo di approccio a un’adeguata formazione:

  • Dare ascolto alle proprie aspirazioni e ai propri desideri;
  • Confrontarsi con le proprie capacità e le proprie competenze (apprese e/o da apprendere);
  • Considerare le condizioni oggettive del mercato del lavoro in cui si entrerà.

È vero infatti che per incontrare il minor numero di ostacoli possibile, bisogna coniugare tra quanto il singolo sente, sa e vorrebbe e quanto il mondo attorno a lui/lei richiede.

Il primo passo, allora, dopo essersi confrontati con le proprie aspirazioni, momento del tutto soggettivo, è comprendere qual è il lavoro giusto per sé. Come fare? Per esempio attraverso una serie di test psicoattitudinali che ci diano la possibilità di capire quali sono i settori del mondo del lavoro, e magari i profili professionali, più adatti alla nostra personalità e alle nostre competenze già acquisite. Ma anche attraverso un dialogo continuo e serrato con gli orientatori, professionisti il cui ruolo è proprio indirizzare i (più o meno) giovani nella definizione del proprio percorso di orientamento.

E successivamente comprendere, come si diceva sopra, quali sono le condizioni oggettive in cui versa il mercato del lavoro, domandandosi quali sono i settori del mondo economico-produttivo con le maggiori entrate previste e quali sono i percorsi formativi o le lauree che offrono maggiori sbocchi occupazionali e, perché no, stipendi più elevati.

Riuscire a interpretare il contesto nel quale ci si muove, stando attenti alle possibili evoluzioni che nel prossimo futuro esso probabilmente prenderà, è la prima mossa vincente per individuare un percorso formativo adatto a trovare una propria collocazione sul mercato del lavoro.

Ma c’è da dire che operare in una buona strategia di orientamento non è un processo statico, che si esaurisce in un singolo momento. Per sua natura è invece dinamico, in continua evoluzione e in incessante cambiamento, soprattutto in un periodo storico, quale quello attuale, in cui sembra che il tempo corra più veloce di prima.

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