Scatti stipendiali. UIL recuperare 300 milioni di euro. FLCGIL e ANIEF dicono no a taglio MOF

di redazione
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red – CISL chiede avvio delle trattative all’ARAN. Oggi sindacati auditi in VII commissione Senato, dove si sta discutendo dello sblocco degli scatti stipendiali. I primi resoconti

red – CISL chiede avvio delle trattative all’ARAN. Oggi sindacati auditi in VII commissione Senato, dove si sta discutendo dello sblocco degli scatti stipendiali. I primi resoconti

Per il recupero degli scatti stipendiali, afferma la CISL in audizione, "siamo costretti a ricercare  la necessaria copertura economica attingendo in parte alle nostre risorse contrattuali (da qui la necessità della trattativa all’ARAN), utilizzando per il salario fondamentale una quota di quelle destinate a retribuzioni accessorie. Una scelta a cui siamo costretti, oggi come ieri, dalla mancanza di alternative, essendo venuta meno la possibilità di attingere alla quota di economie resa disponibile dall’art. 8, comma 14, della legge 122/2010, ed essendosi rivelata sempre preclusa la possibilità di attingere a risorse aggiuntive."

E la UIL dà le cifre, chiedendo di recuperare quei 300milioni "sottratti alle anzianità 2013 dal Governo Letta con il Dpr 4 settembre 2013, n. 122 e superare, in questo modo, la doppia penalizzazione dei lavoratori della scuola che vedono sommato il blocco del contratto al prelievo di somme già stanziate nel rinnovo precedente e destinate alla progressione economica per anzianità."

Ma la CISL tiene a precisare che tali risorse "sono a tutti gli effetti salario dei lavoratori del comparto; non trova pertanto alcun fondamento l’accusa che spesso ci viene strumentalmente rivolta, di sottrarre risorse agli studenti per finanziare una quota di stipendio. Finora in realtà è successo esattamente l’opposto, dato che i fondi destinati al recupero degli scatti sono stati usati dal Governo per rispondere all’accresciuto fabbisogno di attività, a partire dal sostegno. Non sono le nostre intese, ma i tagli e i mancati investimenti a mettere in difficoltà la scuola compromettendone il livello di attività: nessuno può pretendere che siano i lavoratori, decurtando il proprio salario, a finanziare le attività che servono alla scuola. Su questo ciascuno si assuma le sue responsabilità, senza scaricarle su altri."

Ma non tutti i sindacati si trovano sulla stessa lunghezza d’onda. Ad esempio la FLCGIL, oggi in commissione, ha ribadito il no all’uso dei fondi MOS. "La FLC CGIL – leggiamo nel comunicato – all’audizione in Commissione Cultura del Senato, sulla conversione del decreto legge per gli scatti di anzianità del personale della scuola, ha chiesto di ripristinare gli scatti di anzianità per le annualità 2012-2013 senza intaccare nuovamente il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa". La richiesta, come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare, è lo stanziamento di nuove risorse.

Anche l’ANIEF, oggi, con un  comunicato, ha ribadito il no all’uso del MOF per pagare gli scatti stipendiali. Per Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir, “il Governo deve comprendere che rispetto a un tasso di inflazione dell’11,9%, registrato negli ultimi dieci anni al netto di aumenti di stipendio fermi al 9%, non può pretendere di pagare gli aumenti stipendiali, in deroga al blocco, grazie al taglio di risorse che servono per migliorare i servizi resi alle famiglie. Il presidente degli Stati Uniti – conclude Pacifico – lo ha dimostrato di recente quando ha deciso di aumentare del 25% la paga oraria di alcuni dipendenti (da 7 a 10 dollari) dell’amministrazione con risorse aggiuntive e non con nuovi tagli”.

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