Scatti stipendiali. Chi deve restituirli? COBAS organizza presidio. ANIEF: “Unica possibilità, ricorrere alla CEDU”. Docenti si organizzano con petizione

di redazione
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red – COBAS, ANIEF, cui si aggiunge anche USB, attaccano il Governo, ma anche i sindacati concertativi. Il M5S interviene promettendo un atto ispettivo al Governo per chiedere un passo indietro. Stipendi bloccati, scatti restituiti e potere d’acquisto in calo del 30%, aumenta solo per Dirigenti. Online la petizione anti prelievo

red – COBAS, ANIEF, cui si aggiunge anche USB, attaccano il Governo, ma anche i sindacati concertativi. Il M5S interviene promettendo un atto ispettivo al Governo per chiedere un passo indietro. Stipendi bloccati, scatti restituiti e potere d’acquisto in calo del 30%, aumenta solo per Dirigenti. Online la petizione anti prelievo

Al centro dell’interesse, sempre la nota del MEF, risalente al 27 dicembre, con la quale annuncia un prelievo dagli stipendi del personale della scuola fino a 150 euro. In quest’articolo ne abbiamo spiegato i motivi.

Chi dovrà restituire?

I COBAS, in un comunicato stampa inviato in redazione, fanno un quadro semplice, ma che rende l’idea:

  • Chi è scattato a gennaio 2013, con un anno di ritardo per effetto del blocco 2012, a gennaio 2014 manterrà la permanenza nello scatto raggiunto ma dovrà restituire quanto percepito in più nell’anno 2013.
  • Chi ha avuto lo scatto a settembre 2013, sempre con un anno di ritardo, a gennaio 2014, non solo dovrà restituire quanto percepito in più negli ultimi mesi del 2013, ma verrà anche retrocesso come posizione stipendiale e maturerà lo scatto, per il congelamento degli anni 2012 e 2013, solo a settembre 2014.
  • Chi aveva già programmato di fare a gennaio 2014 la domanda di pensionamento da settembre 2014, avendo maturato lo scatto nel 2013 per il congelamento degli anni 2012 e 2013, se vorrà far valere lo scatto sia sulla pensione che sulla liquidazione, dovrà aspettare ancora un altro anno.

C’è, inoltre, come già denunciato da OrizzonteScuola.it, che i precari immessi in ruolo degli ultimi tre anni potrebbero vedersi bloccate le ricostruzioni di carriera per il blocco della validità giuridica dell’anno 2012 (D.L. 78/2011) e dell’anno 2013 ( DPR 122/2013). Un quadro non certo rose e fiori per il mondo della scuola.

I COBAS puntano il dito anche contro i sindacati concertativi, accusati di non essere intervenuti a novembre "quando – scrivono nel comunicato – si discuteva la legge di stabilità 2014" e  i Cobas denunciavano "che il DPR 25 ottobre 2013, in applicazione del DPR 122/2013, che ha bloccato sia il rinnovo dei CCNL sia gli automatismi stipendiali, non solo aveva provocato l’ulteriore blocco degli scatti di anzianità 2013, ma che il MEF, se non ci fossero stati tempestivi cambiamenti legislativi, avrebbe anche richiesto la restituzione dei soldi già percepiti dal personale della scuola scattato nel 2013."

In mattinata abbiamo ricevuto anche il comunicato dell’ANIEF. Toni duri, che denunciano i concertativi di "lacrime da coccodrillo".

"La nota 157/13 del MEF – denuncia il giovane sindacato – cancella per sempre la vecchia progressione di carriera". E spiega il motivo della restituzione degli scatti: "gli aumenti di stipendio attribuiti nel 2010/11 che hanno permesso la progressione di carriera nel 2013 sono stati annullati perché invalidati dal D.P.R. 122/13 cosicché devono essere restituiti, se maturati a parti­re dal 2013, in quanto considerati assegni ad personam per il periodo pregresso".

Unica soluzione, secondo l’ANIEF, è ricorrere alla CEDU contro la sentenza della Consulta che salva i soli magistrati. Sulla questione stipendiale, continua il comunicato, bisogna ristabilire due principi: la parità di tutti i cittadini di fronte alla legge, la preminenza dei diritti soggettivi rispetto a ragione finanziarie di equilibrio di bilancio. Questo lo spirito del ricorso, ed invita a scrivere all’indirizzo e-mail dedicato: [email protected]

I COBAS, da canto loro, invitano il personale docente a parteciapre alla giornata di mobilitazione organizzata per giorno 17 gennaio, dalle ore 09 alle ore 13 a Roma in Viale Manzoni. Una prima mobilitazione, che preannuncia una nuova stagione di protesta.

Durezza, nei confronti del provvedimento del Ministero dell’Economia, anche da parte dell’USB (Unione sindacale di base), che con un comunicato ricorda come "la restituzione dello scatto di anzianità (per chi lo maturava nel 2011), è stato pagato con un prezzo altissimo: i lavoratori della scuola hanno dovuto rinunciare ad oltre il 40% del proprio fondo d’Istituto e, quindi, del salario accessorio, con tutto ciò che ne è conseguito in tema di tagli alle attività delle scuole". In pratica, ricordano dall’USB, lo scatto stipendiale, i docenti se l’erano pagati con i propri soldi. E’ come se, concludono il comunicato, qualcuno fosse "entrato in casa nostra e ci avesse derubato".

Nel frattempo, gruppi di docenti autonimi si sono organizzati con una petizione accompagnata da una lettera inviata agli organi governativi, con la quale si denuncia l’ingiustizia di questo "prelievo forzoso". "Come si fa – leggiammo nella lettera – a richiedere, anzi, a decurtare senza permesso, senza avvertire, il già magro stipendio dei docenti e dei lavoratori della Scuola di una somma così consistente? Soldi percepiti e spesi da persone che sostengo famiglie con uno stipendio che va dai 1.300 E ai 1.700 Euro? Il danno e la beffa? Quali sono i diritti acquisiti in Italia? Solo i privilegi?" Petizione che in poche ore ha raggiunto le 4mila adesioni

Sul piede di guerra anche il Movimento 5 Stelle che ieri ci ha annunciato un atto ispettivo al Governo da parte della VII commissione cultura, con la quale si chiederà "di prevedere una alternativa a questa operazione immorale od un lineare dietrofront."

La colpa, dicono i grillini, è della politica d’austerity "miope dell’Europa e questo obbediente governo non poteva che condurci in un disastroso finale e potrebbe essere solo l’inizio. Conoscendo questi partiti l’appetito vien mangiando." Leggi il comunicato

La denuncia assume ancora maggiore forza se si prendono in considerazione i dati forniti dai COBAS che calcolano il calo del potere d’acquisto degli stipendi dei dipendenti della scuola. Calo che raggiunge picchi anche del 32%, nel caso dei collaboratori scolastici, fino ad un minimo del 6,9% per i DSGA, mentre i Dirigenti vedono, almeno secondo quanto riportano i COBAS, un aumento del 22,2%

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