Scatti stipendiali, Anief: 175mila euro a sei docenti precari

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Comunicato ANIF – Ancora una vittoria piena e soddisfacente per l’Anief nella tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola da anni sfruttati dal Ministero dell’Istruzione: riconosciuto il diritto all’estensione dei contratti dal 30 giugno al 31 agosto di ogni anno e alle progressioni stipendiali in favore di 6 docenti cui l’Amministrazione dovrà corrispondere 88 mensilità per l’estensione dei contratti oltre agli scatti di anzianità per un totale che supera i 175mila euro.

Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief

Stavolta è il Tribunale del Lavoro di Palermo che bacchetta il Miur e lo condanna a risarcire i lavoratori precari per l’illegittima apposizione del termine al 30 giugno di ogni anno in luogo del 31 agosto per coprire posti risultati vacanti e disponibili. I legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli travolgono ancora una volta il Ministero dell’Istruzione in tribunale e ottengono una sentenza esemplare che rileva l’illegittimità dell’attribuzione dei contratti su posto vacante con scadenza al 30 giugno e riconosce il diritto di sei docenti, alcuni con più di 10 anni di precariato alle spalle, a percepire le medesime progressioni stipendiali riconosciute solo al personale di ruolo.

Marcello Pacifico (Anief): “Sono anni che denunciamo il bluff del Miur che attribuisce sistematicamente e illegittimamente contratti al 30 giugno di ogni anno anche se il posto è vacante e la normativa impone, in questi casi, il termine del 31 agosto. Queste storture saranno sanate dalle nostre azioni mirate, come l’Operazione Verità da noi promossa in queste settimane anche per far luce sui “falsi” posti in organico di fatto che dovrebbero, invece, risultare da anni in organico di diritto ed essere utilizzati per le immissioni in ruolo e per stabilizzare, finalmente, i precari della scuola”.

Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere il giusto risarcimento del danno per abuso di contratti a termine su posti vacanti, l’estensione dei contratti e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

Il Giudice del Lavoro di Palermo, infatti, riconoscendo la lunga serie di contratti a termine stipulati dai docenti prima dell’immissione in ruolo su posti vacanti, evidenzia come “deve necessariamente ritenersi fondata la domanda relativa al riconoscimento dello svolgimento dell’attività fino al 31 agosto, con conseguente condanna del Ministero al pagamento della retribuzione e dei relativi accessori anche per i mesi di luglio e agosto” ritenendo fondate le tesi dei legali Anief “secondo cui i ricorrenti – che hanno stipulato, entro la data del 31 dicembre, contratti scadenti al 30 giugno – sarebbero stati vittima di un abuso nell’assegnazione degli incarichi di supplenza, in quanto gli incarichi in questione avrebbero riportato quale termine finale la data del 30 giugno ancorché riferiti a posti dell’organico di diritto vacanti e disponibili entro il 31 dicembre sì da rendere necessario il ricorso a contratti scadenti al 31 agosto (ex art. 4, commi 1 e 2, della legge 124/99)”.

Sposando in pieno le tesi patrocinate dal nostro sindacato, quindi, la sentenza rileva come il Miur vada condannato anche al pagamento delle differenze tra il trattamento retributivo corrisposto e quello che sarebbe stato dovuto per effetto dell’anzianità di servizio riconosciuta ai soli docenti di ruolo e condanna, pertanto, “il Ministero resistente a corrispondere ai medesimi l’incremento stipendiale, con i relativi accessori di legge, che avrebbero incassato in base allo scaglione 3-8 dei CCNL succedutisi nel tempo conseguente all’ininterrotto servizio prestato” durante il precariato, oltre “a corrispondere il trattamento retributivo relativo ai mesi di luglio e agosto, oltre accessori di legge” in favore dei sei ricorrenti.

Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere il risarcimento del danno subìto, l’estensione dei contratti su posto vacante e uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

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