Scatti preruolo: è nuova vittoria Anief in tribunale. Miur condannato per discriminazione

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Comunicato Anief – Un altro successo targato Anief in merito ai ricorsi per il riconoscimento degli scatti di anzianità durante il precariato, anche a beneficio dei lavoratori successivamente immessi in ruolo e per la corresponsione dei relativi incrementi retributivi.

Questa volta è il Tribunale del Lavoro di Belluno che accoglie le richieste di una docente – che si è affidata con fiducia ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Maria Maniscalco e Denis Rosa – dichiarando il suo diritto al riconoscimento degli scatti di anzianità mai riconosciuti durante gli anni di servizio svolti a tempo determinato. Marcello Pacifico (Anief): “Dopo la sentenza della Corte di Cassazione ottenuta dai nostri legali, il Ministero non può più negare la discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori durante il precariato e si dovrà intervenire modificando la normativa interna per riconoscere piena dignità al lavoro con contratti a termine, anche per quanto riguarda il diritto alle progressioni di carriera”. Ancora possibile aderire agli specifici ricorsi promossi dall’Anief per ottenere gli scatti di anzianità del servizio preruolo o il riconoscimento integrale degli anni di precariato nella ricostruzione di carriera.

L’Anief continua la sua battaglia vincente a tutela dei diritti dei lavoratori della scuola: il Giudice del Lavoro di Belluno, infatti, dà piena ragione al nostro sindacato e dichiara la violazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro da parte del Miur constatando la disparità di trattamento posta in essere dall’Amministrazione tra i servizi svolti a tempo determinato dai lavoratori e quelli svolti dopo l’immissione in ruolo. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, è stato condannato “a collocare la ricorrente al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio risultante dall’applicazione dei medesimi criteri previsti per la progressione stipendiale dei docenti assunti ab origine a tempo indeterminato” senza porre in essere, in pratica, alcuna differenza in base alla natura del contratto stipulato (a termine o a tempo indeterminato) e condanna, inoltre, il Miur al pagamento delle differenze retributive e degli incrementi stipendiali derivanti dall’applicazione, ove più favorevoli alla ricorrente, dei criteri previsti per la progressione stipendiale dei docenti assunti ab origine a tempo indeterminato, oltre agli interessi legali dalla maturazione al saldo.

“In applicazione dei principi di diritto statuiti dalla Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 31149/19, ottenuta dai nostri legali – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – i tribunali del lavoro di tutta Italia stanno condannando il Miur per l’evidente disparità di trattamento posta in essere fra i lavoratori assunti a tempo determinato e solo successivamente immessi in ruolo e i lavoratori assunti ab origine a tempo indeterminato senza mai essere stati precari e stanno accertando il diritto dei primi al riconoscimento dell’anzianità maturata in tutti i servizi non di ruolo prestati con la medesima progressione professionale riconosciuta ai docenti assunti a tempo indeterminato in caso questa risulti, e lo è quasi sempre sia ai fini giuridici sia economici, più favorevole rispetto all’attuale normativa interna”. L’Anief ricorda a tutti gli interessati che è ancora possibile aderire agli specifici ricorsi promossi dall’Anief per ottenere gli scatti di anzianità del servizio preruolo o il riconoscimento integrale degli anni di precariato nella ricostruzione di carriera.

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