Scatti di anzianità durante il precariato: da Messina a Verona è vittoria per Anief

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Comunicato Anief – Non si fermano i successi Anief per la tutela dei diritti dei docenti che hanno prestato servizio da precari e non hanno mai percepito gli scatti di anzianità neanche dopo anno di servizio con contratti a termine.

Stavolta le vittorie Anief arrivano dal Tribunale del Lavoro di Messina, Verona e Trapani con altre cinque sentenze ottenute dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli avvalendosi della professionalità dei nostri legali sul territorio Giuseppe Micali (Trib. Messina), Maria Maniscalco (Trib. Verona) e Giuseppe Massimo Abate (trib. Trapani) che riconoscono il diritto alla corresponsione degli scatti di anzianità a cinque lavoratori successivamente immessi in ruolo, in relazione al loro servizio svolto durante il periodo di precariato. Ancora possibile preaderire gratuitamente allo specifico ricorso per il riconoscimento degli scatti di anzianità per i precari e al ricorso per il riconoscimento degli scatti preruolo anche per il personale già assunto a tempo indeterminato.

Le condanne a carico del Ministero dell’Istruzione ottenute dall’Anief per l’evidente discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori precari cui non sono riconosciuti gli scatti di anzianità durante tutto il periodo di precariato in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE, continuano a pervenire dai tribunali del lavoro di tutta Italia. Il Giudice del Lavoro di Messina, ad esempio, con due sentenze di identico tenore, non ha dubbi ed evidenzia come “Dalla disamina dei contratti stipulati dall’istante emerge che le mansioni contrattualmente attribuitegli sono state uguali a quelle del corrispondente personale assunto a tempo indeterminato, e anche le modalità di selezione, in quanto basate su graduatorie, così come obblighi e responsabilità sono identici. Pertanto, non sussiste alcuna “ragione oggettiva”, concretatasi in peculiari elementi, circostanze o modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, che valga a distinguere l’attività lavorativa prestata dall’istante rispetto a quella svolta dai colleghi di ruolo”, riconoscendo, quindi, ai ricorrenti il “diritto al pieno riconoscimento, ai fini giuridici ed economici, dell’anzianità maturata e quindi alla medesima progressione economica dei docenti di ruolo per i servizi superiori a 180 giorni l’anno svolti” e condannando il Ministero dell’Istruzione, per l’effetto, a corrispondere loro una somma pari alla differenza tra lo stipendio effettivamente percepito e il più elevato importo che avrebbe incassato, in base al sistema della fasce di anzianità previsto dai contratti collettivi succedutisi nel tempo, cumulando i periodi di servizio annuali e/o fino al termine della attività lavorativa svolti dai ricorrenti, oltre interessi legali.

“È ora di riconoscere al personale precario direttamente nel contratto nazionale parità di trattamento anche economico – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e ribadiamo che ci impegneremo ai tavoli della contrattazione non solo per riconoscere la piena e integrale parità di trattamento stipendiale ai precari e a quanti hanno acquisito professionalità con contratti a tempo determinato, ma anche per quanto riguarda il diritto ai permessi retribuiti, alle ferie e, per il personale precario docente e ATA con contratti a supplenza breve e saltuaria, per quanto riguarda il diritto alla Retribuzione Professionale Docenti e al Compenso Individuale Accessorio”.

Per ulteriori informazioni e aderire al ricorso promosso dall’Anief per ottenere gli scatti di anzianità per il personale ancora precario, clicca qui.

Per ulteriori informazioni e aderire al ricorso promosso dall’Anief per ottenere gli scatti di anzianità preruolo per il personale già assunto a tempo indeterminato, clicca qui.

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