Scatti di anzianità ai precari: sentenza Corte di Appello di Milano

di redazione
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Sentenza n. 1574/2018 della Corte di Appello di Milano, patrocinata dall’Associazione Diritti Civili nelle Scuole, a favore di due docenti difesi dagli Avv. Marco Leonardo Colombo e Carlo Rienzi. 

La Corte di Appello, nel dare ragione ai ricorrenti, ha fatto riferimento a precedenti pronunce in merito.

In queste il Miur aveva sostenuto che le posizioni del personale di ruolo e del personale assunto a termine non sono oggettivamente comparabili per la diversità delle modalità di selezione: trattandosi di pubblici dipendenti, la selezione deve avvenire per concorso, laddove il personale a termine è assunto con modalità diverse.

Inoltre il Ministero rileva l’insussistenza di obblighi in capo solo al personale di ruolo, come ad es. obbligo di cambiare sede se dichiarato soprannumerario.

La Corte ha già ritenuto infondate queste queste censure.

La differente modalità di selezione infatti non può incidere sul trattamento economico di una prestazione che risulta in concreto identica.

La scelta di ricorrere a lavoratori a termine, quali che siano le motivazioni, non costituisce ragione oggettiva di discriminazione per il lavoratore.

La Corte ha concluso condannando il Miur al pagamento in favore di ciascuna parte ricorrente dell’importo pari alla differenza stipendiale tra quanto percepito in forza dei contratti a tempo determinato impugnati e quanto avrebbero dovuto percepire se fossero stati correttamente collocati nei gradoni stipendiali previsti dalla successione dei CCNL del comparto scuola in base all’anzianità di servizio maturata fin dall’inizio in corrispondenza dei rispettivi contratti a termine stipulati.

Il Miur è stato altresì condannato al pagamento delle spese, liquidate in euro 4.000.

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