Scatti di anzianità, il MEF chiede indietro i soldi. Quali dipendenti saranno interessati?

di redazione
ipsef

red – La Nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze 157/2013, pubblicata in data 27 dicembre, ha suscitato molte perplessità e un diffuso allarme fra il personale della Scuola. Proviamo a chiarire i punti controversi: chi sarà interessato alla restituzione e quali le modalità

red – La Nota del Ministero dell’Economia e delle Finanze 157/2013, pubblicata in data 27 dicembre, ha suscitato molte perplessità e un diffuso allarme fra il personale della Scuola. Proviamo a chiarire i punti controversi: chi sarà interessato alla restituzione e quali le modalità

La Nota recita, a proposito degli interventi relativi al Comparto Scuola:
 “L’art. 1, comma 1, lett. b), dispone la proroga fino al 31 dicembre 2013 dell’art. 9, comma 23, D.L. 78/2010, relativo al blocco degli automatismi stipendiali per il personale del Comparto Scuola. Gli interventi…. hanno determinato la proroga di un anno delle classi e degli scatti con decorrenza dal 2 gennaio 2013 in poi.” Fin qui non ci sono dubbi interpretativi: tutti i passaggi di classe (fascia) previsti a partire dal 2 gennaio 2013 saranno prorogati di un anno. Quindi, per esempio, chi aveva nei cedolini più recenti scadenza 30/4/2015, vedrà a gennaio uno slittamento al 30/4/2016.

Pertanto l’applicazione centralizzata ha interessato il personale già oggetto di applicazione, su rata aprile 2013, del CCNL e per il quale non risultassero, successivamente a tale rata, interventi di ricostruzione di carriera da parte di codesti Uffici responsabili del trattamento economico.
Anche qui il concetto espresso è abbastanza chiaro: gli interventi sui cedolini di gennaio 2014 sono stati effettuati per tutti coloro che, grazie al recupero dell’utilità del 2011, hanno maturato nel corso del 2013 il diritto al passaggio di fascia. Si tratta in sostanza di quelli che, prima del CCNL del 13 marzo, leggevano come scadenza una data compresa fra gennaio e dicembre 2014.

L’applicazione centralizzata non è stata però effettuata per quelli che, successivamente a maggio 2013, risultino avere in atto ricostruzione di carriera.

Per il personale che prima dell’applicazione risultava con maturazione della progressione economica nel corso dell’anno 2013 sono stati accertati crediti erariali che verranno recuperati con rate di importo fisso lordo di € 150,00 fino a concorrenza del debito.”
Anche qui l’interpretazione, al di là del burocratese, non sembra lasciare dubbi.
Se, retroattivamente, è stato decretato che l’anno 2013 non è utile per la maturazione del passaggio di fascia, la conseguenza è che i passaggi effettuati nell’anno 2013 vengono revocati e che il corrispettivo economico degli scatti percepiti viene recuperato con ritenuta mensile.

Troveranno dunque questa ritenuta i dipendenti che hanno maturato il diritto al passaggio di fascia nel corso dell’anno 2013, in prevalenza alle scadenze tipiche per i docenti, 30 aprile e 31 agosto. 

Tradotto in cifre, chi ha percepito il valore dello scatto da maggio, dovrà restituire l’incremento relativo al periodo maggio-dicembre, chi l’ha percepito da settembre, avrà la trattenuta relativa al quadrimestre settembre-dicembre.

Ecco alcuni esempi di cosa succederà in concreto sul piano giuridico ed economico, tratti da un comunicato FLCGIL sull’argomento

  • Chi è scattato a gennaio 2013, già con un anno di ritardo (blocco 2012),  ha avuto solo ad aprile 2013 l’attribuzione degli scatti con arretrati, a gennaio 2014 manterrà lo scatto ma dovrà restituire i soldi percepiti in più nell’anno 2013.
  • Chi invece ha avuto lo scatto da settembre 2013, sempre con differimento di un anno, a gennaio 2014 verrà retrocesso come posizione stipendiale e dovrà restituire i soldi percepiti in più da settembre 2013. In questo caso solo a settembre 2014 avrà lo scatto a causa del congelamento degli anni 2012 e 2013.
  • Tutti i lavoratori interessati troveranno inserito nel cedolino dello stipendio di gennaio un messaggio che comunica loro il recupero dei soldi percepiti in più, suddiviso in rate mensili da 150 euro, fino alla concorrenza del debito.

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La nota del 27 dicembre

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