Scatti anzianità e rinnovo contratto. Bocciato emendamento M5S. Non resta che un ulteriore taglio del MOF?

di redazione
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red – La Commissione bilancio ha bocciato l’emendamento che vedeva come prima firmataria l’On. Chimienti del Movimento 5 stelle che chiedeva il ripristino blocco contrattuale previsto dalla Legge di Stabilità.

red – La Commissione bilancio ha bocciato l’emendamento che vedeva come prima firmataria l’On. Chimienti del Movimento 5 stelle che chiedeva il ripristino blocco contrattuale previsto dalla Legge di Stabilità.

Nulla di fatto per il personale della scuola che aveva sperato nell’emendamento che chiedeva l’esclusione per il personale della scuola del blocco degli incrementi contrattuali che riguardano tutto il pubblico impiego.

Un emendamento che rintracciava la copertura finanziaria nell’utilizzo del fondo derivante dalle risorse della razionalizzazione e dei risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche secondo legge 30 luglio 2010.

In teoria, dunque, si utilizzavano i risparmi derivanti dagli stessi tagli sulla scuola.

Nulla di fatto, invece.

Ricordiamo che per il 2011 gli scatti stipendiali sono stati pagati grazie al taglio del Fondo di istituto e dai soldi derivanti dai tagli, stesso per il 2012, sebbene ancora manchi la quantificazione del taglio del Fondo d’istituto.

Resta ancora in sospeso la faccenda del blocco previsto dalla Legge di stabilità. Dopo la bocciatura dell’emendamento si avvicina un ulteriore ricorso al taglio dei fondi per la scuola?

Il comunicato dell’On Chimienti

Ieri sera è stato bocciato dalla Commissione Bilancio  l’emendamento del M5S a prima firma Chimienti che chiedeva di non applicare al personale della scuola il blocco degli scatti stipendiali e della contrattazione, esteso dalla legge di stabilità fino al 31 dicembre 2014 per tutti i comparti della Pubblica Amministrazione.

Nella seduta di sabato il Governo aveva invece  accantonato l’emendamento in questione per poter meglio esaminare la problematica, dal momento che la deputata Chimienti aveva sottolineato con forza come la finanziaria di Tremonti del 2008 (art. 64 comma 9) prevedeva che a partire dal 2010 il 30% degli oltre 8 miliardi di euro tagliati alla scuola pubblica avrebbe dovuto essere impiegato proprio per incrementare le risorse contrattuali stanziate per le iniziative dirette alla valorizzazione ed allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola.

Dopo due giorni, il Governo ieri sera ha deciso di bocciare l’emendamento, non tenendo conto di quanto prescritto da una legge dello Stato, che rimane dunque inapplicata.

“Il Governo ha giustificato la bocciatura del mio emendamento affermando che una sua eventuale approvazione avrebbe avuto un impatto negativo su tutti gli altri comparti della PA. Una spiegazione che non ci convince affatto, dal momento che avevamo fatto presente che il settore della scuola, martoriato dai tagli di Tremonti e Gelmini, vanta un’esclusività rispetto a tutti gli altri comparti, proprio in virtù del pesantissimo taglio lineare che quanto meno prevedeva l’obbligo di reinvestire il 30% di quegli 8 miliardi proprio negli incrementi contrattuali.

La domanda che sorge spontanea a questo punto è: dove sono finiti quei soldi e per cosa sono stati utilizzati? Il Governo non ha saputo rispondermi e per questo presenteremo un’interpellanza urgente al Ministro dell’Economia” conclude la deputata.

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