Scarsa partecipazione genitori organi collegiali, Articolo 26: fondamentale confronto

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Comunicato – Come associazione di genitori – Articolo 26- vorremmo offrire un contributo costruttivo al dibattito avviatosi su queste colonne sulla scarsa partecipazione dei genitori nella scuola.

E’una questione cruciale che chiama tutti a collaborare perché come diceva Gianni Rodari: “Il punto cruciale è quello dell’incontro di base tra genitori e insegnanti, forma concreta dell’incontro tra scuola e società. Se questo incontro fallisce, la struttura non vive”.

Concordiamo sostanzialmente con Antonio Giannelli, a capo della Associazione Nazionale Presidi, che legge tale crisi come un aspetto «della più generale crisi degli organi intermedi di aggregazione e rappresentanza sociale».

Nella nostra società sono in circolo da decenni virus di divisione che alimentano l’individualismo, chiudendoci in casa e dandoci lo sfogo dei social che ci fanno credere di cambiare le cose digitando su una tastiera, spesso senza poi scomodarci realmente o costruttivamente per il bene comune.

Riteniamo però che paradossalmente parte di questa crisi inizi a scuola dove non si promuovono a sufficienza progetti di valorizzazione degli organi intermedi o della partecipazione dei genitori, mentre sarebbe importantissimo formare i genitori, ma anche tutto il personale scolastico, sulle modalità di partecipazione previste, come accade in molti stati occidentali avanzati.

Quando c’è poca partecipazione alla “cosa politica” è la politica stessa che si deve assumere la responsabilità di incentivare i cittadini a portare il loro fondamentale contributo; parimenti quando i genitori non partecipano, anche la scuola in quanto istituzione pubblica ha una responsabilità fondamentale nel coinvolgerli.

Se quello che i RAV ci rivelano sulla debole partecipazione dei genitori ad esempio, non diventa oggetto di un piano di miglioramento, non serve a molto. Non basterebbe denunciare che i genitori non partecipano alla vita scolastica se poi non si intraprendessero iniziative efficaci perché ciò possa realizzarsi: dallo snellire le procedure per candidarsi come rappresentanti, al migliorare gli orari e le modalità di partecipazione alle riunioni, fino a disporre congedi adeguati per i colloqui scuola-famiglia e rimborsi per i genitori rappresentanti negli organi collegiali, realtà anche queste diffuse in molti stati europei.

Concordiamo anche sulla necessità emersa in tale discussione di una riforma degli organi collegiali, perché il sistema attuale è complesso ed eccessivamente burocratico e concorre ad allentare i rapporti tra scuola e famiglia o addirittura a romperli, e da ‘entrambe le parti’.

Se è vero che spesso i genitori non hanno modalità adeguate, delegano troppo alla scuola o manifestano ingerenza, è vero anche che spesso genitori rispettosi si trovano davanti scuole che non li coinvolgono adeguatamente o insegnanti poco inclini a collaborare, al netto di tutte le
oggettive difficoltà che oggi essi affrontano e che vanno riconosciute.

Un maggior coinvolgimento farebbe da antidoto a tante lamentele sterili e al defilarsi di molti genitori dal loro ruolo. Certo, ciò richiederebbe più lavoro da parte dei docenti, magari sollevandoli da tanta burocrazia, ma porterebbe benefici per tutti, come ormai molti studi dimostrano.

Se le lamentele sui social mostrano poi a tutti gli effetti una voglia di partecipazione incanalata male, ci pare che il problema originario, si possa identificare proprio nel fatto la scuola non favorisce ancora la presenza dei genitori soprattutto quando si esprimono in realtà associative, e anche se già riconosciute a livello ministeriale.

In ogni settore sociale l’autentica partecipazione democratica non si attua solo con il voto ma anche attraverso l’impegno e la mobilitazione quotidiana di associazioni e sindacati. Allo stesso modo per una partecipazione scolastica efficace non formale né individualistica, occorre che i genitori dispongano, come accade a docenti ai dirigenti e collaboratori scolastici, di proprie associazioni in grado di garantire loro informazione, competenza, consulenza continua per una fattiva presenza a scuola.

Come associazione di genitori Articolo26 riteniamo che sia fondamentale questo confronto con le istituzioni e le scuole per trovare insieme il modo di uscire da questa situazione, tenendo sempre presente che al centro c’è “la persona umana” esplicitata negli studenti negli insegnanti, educatori, collaboratori scolastici, personale di segreteria, rappresentanti sindacali, e non ultimi i genitori.

Così se da una parte gli insegnanti possono essere aiutati a non vedere tutti i genitori solo come “fonte di problemi” ma anche come risorse, è anche vero che i genitori possono essere più propositivi, valorizzare la scuola e tornare ad impegnarsi nella partecipazione attiva e nelle associazioni di genitori, perché scuola ed educazione sono un bene fondamentale per tutti.

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