Scambi ed esperienze di studio all’estero: l’italia è prima per esperienza di stage di studio all’estero

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GB – Venerdì 9 a Roma, al liceo Democrito di Roma, si è parlato di studi all’estero in occasione del lancio della rete di scuole «Promos(s)i» del Lazio. «Promos(s)i» sta per «Progetti di mobilità studentesca internazionale di qualità»: un’iniziativa – nata in collaborazione con Intercultura – che riunisce, a oggi, tredici scuole secondarie superiori della Regione.

GB – Venerdì 9 a Roma, al liceo Democrito di Roma, si è parlato di studi all’estero in occasione del lancio della rete di scuole «Promos(s)i» del Lazio. «Promos(s)i» sta per «Progetti di mobilità studentesca internazionale di qualità»: un’iniziativa – nata in collaborazione con Intercultura – che riunisce, a oggi, tredici scuole secondarie superiori della Regione.

Altre reti stanno nascendo in tutta Italia, che hanno come obiettivo sostenere e promuovere scambi ed esperienze all’estero, standardizzare le procedure di riconoscimento dei risultati conseguiti, valorizzare le esperienze fatte, al rientro.

Purtroppo non tutti gli studenti possono affrontare il costo economico di questa importante esperienza: sono solo 38 su 100 i ragazzi delle superiori che seguono con una certa regolarità le già poche iniziative: scambi di classi, viaggi e soggiorni, approfondimento delle lingue, classi Clil; in Germania si arriva all’81%, in Polonia al 49%, in Francia al 58%, in Spagna al 59% e in Svezia al 44%.

La raccolta dei dati è stata realizzata dall’Ipsos, attraverso interviste a ragazzi dei sei Paesi, e rileva  che in Germania le scuole sono particolarmente attive negli scambi di classe (83%), nello sviluppo di partenariati (22%) e negli stage di lavoro all’estero (18%).

In Polonia il 19% delle scuole sono attive nello sviluppo di partenariati. In Italia solo il 53% delle scuole attiva progetti per l’internazionalizzazione. In particolare, ci difendiamo bene negli stage di studio all’estero, dove siamo i primi (28%) e nell’attivazione del Clil (14%).

Il 54% dei nostri docenti di lingue sono favorevoli e stimolano tali iniziative, rispetto al 44% medio degli altri 5 Paesi.

La spinta è la risposta che va data all’Europa con programmi concreti alla terza iniziativa prioritaria del piano Europa 2020, che intende aiutare i giovani a studiare all’estero per dare loro conoscenze e competenze per competere sul mercato del lavoro, incoraggiarli a studiare nelle università di tutta Europa e migliorare in generale i livelli di istruzione e formazione.

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