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Scadenza contratto a termine, Naspi e maternità: come non perdere nulla

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Se alla scadenza del contratto a termine mancano poche settimane al parto, come fare per non perdere indennità di maternità e indennità di disoccupazione?

Per chi ha un contratto a tempo determinato che si avvicina alla scadenza e aspetta un bambino, le preoccupazioni sono molte. Il non perdere il diritto all’indennità di maternità, ad esempio,  e non perdere il diritto all’indennità di disoccupazione. La neo mamma disoccupata, in ogni caso, ha diritto a delle tutele. Vediamo il caso di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno 
Lavoro in un azienda con contratto a tempo determinato settore artigianato/call center.
La scadenza del contratto è al 31/05/22 e la data presunta del parto è 10/07/22 se non ho contato male a inizio maggio entro nell’ottavo mese e quindi dovrei andare in maternità. Posso richiedere se non rinnovano il contratto ,(credo quasi sicuramente visto che ci sono anche maternità con contratto indeterminato) la disoccupazione se sì quando? Mi conviene prendere la maternità al 7 mese e così perdo la disoccupazione? Vorrei sapere qual’é il modo per ” perdere” meno….visto che metto in conto di non essere rinnovata?
Grazie

Naspi e maternità

Lei ha diritto a tutto e non perderà assolutamente nulla. La lavoratrice con contratto a tempo determinato, infatti, ha diritto all’indennità di maternità a patto che la fine del contratto e l’inizio dell’astensione obbligatoria non siano a più di 60 giorni di distanza.

L’indennità di maternità spetta per 5 mesi, il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro. E la lavoratrice può decidere di fruirne:

  • 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo
  • 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo.

Nel suo caso, quindi, può decidere di andare in maternità dal 10 maggio al 10 ottobre (e prendere solo al termine dell’astensione obbligatoria l’indennità di disoccupazione spettante) o dal 10 giugno al 10 novembre (anche in questo caso percepirebbe l’indennità di disoccupazione al termine dell’astensione obbligatoria).

La Naspi, infatti, non la perde in nessuno dei due casi perché il periodo di astensione obbligatoria congela i termini per la presentazione della domanda di disoccupazione oppure sospende l’indennità stessa per tutto il periodo in cui la lavoratrice percepisce indennità di maternità.

A sua scelta, quindi, accedere all’indennità di maternità prima della scadenza del contratto di lavoro o dopo la stessa, il diritto alla Naspi è conservato. La domanda di disoccupazione, infatti, può presentarla anche subito, alla scadenza del contratto di lavoro ma la percepirà solo al termine della maternità obbligatoria (la domanda può presentarla anche al termine dell’astensione obbligatoria, ma in questo caso avrebbe un “buco” tra la fine della maternità e l’inizio dell’indennità di disoccupazione.

Le strade sono due quindi:

  • il 10 maggio inizia l’astensione obbligatoria e dopo la scadenza del contratto presenta domanda di disoccupazione, che decorrerà solo dal 10 ottobre;
  • alla scadenza del contratto di lavoro presenta domanda di indennità di disoccupazione e il 10 giugno inizia l’astensione obbligatoria per maternità sospendendo l’indennità di disoccupazione fino al 10 novembre, data dalla quale riprenderebbe l’erogazione della Naspi.

Di fatto, quindi, la Naspi è sospesa per tutto il periodo in cui percepirà indennità di maternità e questo le permette di sommare i due periodi per avere una indennità più lunga.

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