Saviano: studenti non sono soggetti passivi. Dovrebbero poter valutare servizio offerto dalla scuola

di redazione

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“Gli studenti non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere”.

E’ questa una frase (complessa) presente nell’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, dedicato quest’anno alla scuola.

Partendo dalla sopra riportata frase, sulle pagine di “espresso.repubblica.it” Saviano critica la scuola italiana ritenuta distante dalle esigenze degli alunni.

Il sistema scolastico italiano, afferma Saviano, non è adeguato a causa degli scarsi investimenti e della scarsa considerazione rivolta agli studenti.

La scuola non stimola l’apprendimento, ma considera gli alunni dei vasi da riempire, ossia si trasmettono conoscenze e competenze perché “si deve” e non in quanto frutto di un processo in base al quale è l’allievo stesso che ne sente la necessità.

La scuola, prosegue Saviano, non si configura come un servizio rivolto agli studenti, prova ne è che gli stessi non possono esprimere una valutazione sul servizio offerto.

Lo scrittore napoletano, infine, evidenzia che in Italia i giovani hanno un peso minore rispetto agli over 65 con diritto di voto.

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