Nel Cilento i sindaci posticipano l’apertura “per caldo, traffico e Covid”. Sasso: “Si nega diritto all’istruzione”

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Alcuni sindaci del Cilento, usando il loro potere di adottare ordinanze “contingibili e urgenti” in casi di emergenze sanitarie e di ordine pubblico, hanno firmato atti che prolungano la chiusura delle scuole per l’intera settimana. Divampa la polemica. “Nel giorno in cui milioni di studenti in tutta Italia tornano finalmente in classe senza le restrizioni causate dalla pandemia, diversi sindaci del Pd della provincia di Salerno stanno negando il diritto allo studio a migliaia di bambini e ragazzi con motivazioni risibili”.

Lo dichiara Rossano Sasso, sottosegretario del ministero dell’Istruzione.

“In molti Comuni, da Centola ad Agropoli a Capaccio Paestum, sono state emesse ordinanze per rinviare l’inizio delle lezioni perché non si è provveduto a sanificare i locali degli istituti, perché ci sono troppi turisti e non si riesce a regolare la viabilità o perché le temperature sono troppo alte. Un’indecenza, un abuso che il ministero dell’Istruzione deve immediatamente stigmatizzare e scongiurare con tutti gli strumenti in suo possesso”. 

“Non è possibile che siano famiglie e studenti a pagare per l’incapacità di amministratori evidentemente inadeguati a ricoprire il ruolo di primi cittadini. Sarebbe interessante capire come questi signori abbiano trascorso l’estate, visto che non sono stati in grado di programmare banali attività in vista dell’inizio dell’anno scolastico. La comunità scolastica, che in questi due anni e mezzo si è comportata in modo ineccepibile e ha sofferto duramente l’impatto della pandemia, non merita simili indecenze: la classe politica, da quella nazionale a quella locale, deve dimostrarsi all’altezza e tornare a trattare il mondo dell’istruzione con il rispetto dovuto. Il segretario del Pd, Enrico Letta, – conclude Sasso – ha nulla da dire ai bambini e alle famiglie che troveranno i cancelli delle scuola”.

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