Sasso, lega: scatti di anzianità ai precari, stop vincolo quinquennale su sostegno

di Elisabetta Tonni
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Alfabetizzazione motoria per i bambini delle elementari. Sarà questo uno dei temi che l’onorevole Rossano Sasso, eletto nel collegio plurinominale 02 della Puglia, porrà al ministro del Miur, Marco Bussetti, che in settimana sarà a Montecitorio.

Alfabetizzazione motoria per i bambini delle elementari. Sarà questo uno dei temi che l’onorevole Rossano Sasso, eletto nel collegio plurinominale 02 della Puglia, porrà al ministro del Miur, Marco Bussetti, che in settimana sarà a Montecitorio.

Onorevole, così gioca in casa. Anche il Ministro viene da un percorso sportivo.

Sì, anche lui prima di essere al provveditorato era professore di educazione fisica. E’ un uomo che conosce bene il mondo della scuola.

Quando è prevista l’audizione?

Il giorno è ancora in fase di definizione, ma dovrebbe essere mercoledì o giovedì.

Che cosa gli dirà?

Gli proporrò di introdurre l’alfabetizzazione motoria nelle classi elementari. E’ una delle tematiche. Poi ci ne saranno altre, come il superamento del vincolo del sostegno, poi ovviamente i diplomati magistrali e tante altre questioni.

Cominciamo dall’alfabetizzazione motoria per i bambini

L’educazione fisica non può essere affidata alle maestre, con tutto il rispetto nei loro confronti. Non sono onniscienti. Se si è fortunati e nella scuola c’è la palestra, allora la classica partita di pallavolo o pallacanestro. In altri casi ci si limita alla si fa passeggiata in cortile. I bambini invece devono essere seguiti anche nel movimento e hanno bisogno in questo di essere affidati ai laureati in scienze motorie. Si creerebbero anche maggiori occasioni di lavoro per gli insegnanti. Un bambino seguito correttamente nelle attività sportive trova giovamenti nella psicomotricità, migliora il suo apprendimento e addirittura la parola.

Il discorso vale anche per altre materie specifiche, lingua, musica…

Certo! La maestra non può sostituirsi ai docenti specializzati. Purtroppo la fantasia è limitata dall’economia.

Appunto come la mettiamo con i costi?

Abbiamo ereditato una situazione pazzesca di tagli di spese. Anche per questo motivo abbiamo firmato una proposta di legge in cui si mette fine all’esternalizzazione delle pulizie nelle scuole.

Sì, ce lo ha già detto il presidente della Commissione, Gallo.

Ecco, allora cominciamo a tagliare gli sprechi garantendo i livelli occupazionali a quei lavoratori, cercando magari di far salire le graduatorie. Cerchiamo di eliminare gli sprechi, tutti quei progetti… quelle consulenze…

A proposito di graduatorie, lei si batte per il riconoscimento degli scatti di anzianità anche ai precari.

Il precario non deve più essere discriminato. Bonus e anzianità devono valere anche per loro. Mi devono spiegare che cosa abbia in meno un precario rispetto a un lavoratore stabile.

Quando pensa di intervenire e con quali strumenti legislativi?

Per me la porta di ingresso è la direttiva 70 del 1999 che sancisce il principio di non discriminazione. In attesa del ruolo, evitiamo almeno la discriminazione economica. Lo strumento legislativo lo devo concordare in qualche modo con il mio partito e con l’alleato della forza di Governo.

Sta mettendo le mani avanti?

Le garantisco che questa maggioranza è molto sensibile ai temi della scuola e del precariato. Poi dobbiamo fare i conti con il ministero dell’Economia. Serve però un cambio di mentalità: magari ci riesco fra un mese, un anno. L’importante è far capire agli insegnanti che dall’altra parte c’è qualcuno che capisce. Le dirò di più: ho ricevuto una sollecitazione dal personale educativo dello Stato, quello che non è nemmeno conosciuto, che non ha lo sblocco delle assunzioni dal 2011 pur essendoci posti disponibili.

E che si può fare?

Sono sette anni che non ci sono immissioni in ruolo, a parte quelle poche arrivate con il contagocce. Ereditiamo una situazione pazzesca, non abbiamo la bacchetta magica, ma vogliamo metterci al lavoro. E’ chiaro che ci sono delle emergenze, come quelle dei diplomati magistrale o del vincolo del sostegno. Ci sono migliaia di sentenze che considerano il servizio pre-ruolo efficace e valido: spingeremo su questo.

Come è possibile che lo Stato non rispetti le sentenze?

Dobbiamo fare nostra questa domanda e, adesso che siamo legislatori, cercare una soluzione. Le sentenze degli scatti stipendiali ce ne sono da dieci anni e lo Stato si deve adeguare. Purtroppo per tutte quelle situazioni che comportano spese, non sarà semplice, ma la nostra battaglia sarà questa.

E sul superamento del vincolo quinquennale per il sostegno?

Lì dobbiamo accelerare. Saranno leggi che non comportano vincoli di spese, ma bisogna fare attenzione: spesso se si agevola una categoria, se ne scontenta un’altra; però se dobbiamo rispettare la sentenza del Consiglio di Stato, dobbiamo rispettare anche la sentenza della Magistratura.

Tempo pieno al Sud: basta a risolvere la ‘questione meridionale’ scolastica?

Il tempo pieno è un’ottima proposta, ma non è sufficiente. Bisogna fare una mappa per capire quanti sono i docenti che sono stati trasferiti illegittimamente al Nord. Ci sono state sentenze, alcune vinte, ma al momento bisognerebbe capire bene e fare delle distinzioni. Se un docente aveva un punteggio molto alto e quindi il diritto di insegnare vicino casa, allora il trasferimento è legittimo, ma altre situazioni vanno monitorate con attenzione.

Dispersione scolastica: non sarebbe meglio diminuire il numero di studenti per classi?

Mi accontenterai di evitare il fenomeno delle classi pollaio che va al di là della metratura dell’aula. Sicuramente un rapporto ottimale fra docente e alunno aiuterebbe; sicuramente ne gioverebbe la didattica, ma non credo che il fenomeno della dispersione scolastica si possa risolvere solo con questo. Dobbiamo renderci conto che le risorse sono quelle che sono. Noi paghiamo lo scotto di scelte sbagliate.

Però anche quarant’anni fa le classi erano di trenta alunni.

Nella mia eravamo in 29, ma i nostri insegnanti ci tenevano tutti sotto controllo. Bisognerebbe aprire un discorso anche sulla capacità dell’insegnate a farsi rispettare. La figura del docente va difesa, stimolata. Va rimessa al centro del sistema scolastico, perché forma i cittadini del domani, ma è anche vero che il docente molto spesso non è all’altezza della situazione. Le ragioni possono essere mille, ma va fatto un cambio di passo. La professione del docente non deve essere un ripiego, ma essere scelta per passione, vissuta come una mission. La dispersione scolastica si combatte anche quando un insegnante, fuori dal protocollo, fa una telefonata nel pomeriggio per capire perché un ragazzo non si è presentato.

Se diminuisse il numero di studenti per classe, si creerebbero maggiori cattedre.

E lo so, ma questo è una situazione ideale, di una scuola ideale in un paese ideale con un sacco di soldi da spendere. Per venticinque anni si sono spesi tantissimi soldi per tantissime cose e ora lo Stato è costretto a tagliare. La scuola negli ultimi trent’anni è stata anche un ammortizzatore sociale.

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