Sasso: “Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo, a scuola si parli anche della tragedia delle Foibe”

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”Il 10 Febbraio sia il giorno del ricordo. Docenti e studenti parlatene, affinché il ricordo sia sempre vivo e la memoria dei martiri italiani sempre viva e presente!”.

È l’invito, su Facebook, del sottosegretario di Stato all’Istruzione Rossano Sasso, che sottolinea anche come ”se dovesse servire mi rendo disponibile a parlarne ovunque ed in qualsiasi momento”.

”Nei primi anni ’90, da studente liceale non ho avuto la possibilità di studiare a scuola la tragedia delle foibe – racconta nel post Sasso – I comunisti dell’epoca (e di ieri e di oggi) l’hanno sempre derubricata a ipotesi ‘faziosa’ e ‘fantasiosa’, una ricostruzione dei ‘fascisti’. Una lesa maestà nei confronti dei partigiani titini e dei collaborazionisti nostrani. Ai miei tempi sembrava quasi si trattasse di una leggenda metropolitana. Per fortuna molti anni dopo, con la legge 92 del 2004 si è posto riparo ad una ingiustizia storica, civile e culturale e infatti con suddetta legge la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale ”Giorno del ricordo, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. Quindi parliamone nelle scuole, per non dimenticare!”.

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