Sasso: “Stabilizzare i precari per titoli e servizio con vera formazione durante l’anno di prova. Sul vincolo quinquennale entriamo nella fase decisiva” [INTERVISTA]

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Dall’emergenza precariato fino al vincolo quinquennale passando per il dibattito sulle scuole chiuse. Intervista a 360° a Orizzonte Scuola per il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso.

Sottosegretario, primi giorni a Viale Trastevere, come si trova e soprattutto da cosa è rimasto più colpito?

“Non è semplice ambientarsi in luoghi ministeriali dove c’è una macchina burocratica imponente che bisogna conoscere bene. Ho preso possesso degli uffici, formato lo staff. La cosa che mi ha sorpreso di più, in questo momento, è la grande disponibilità del ministro Patrizio Bianchi da cui mi divide storia personale e politica, ma che mi unisce l’intento di questo governo, cioè quello di unità nazionale, al di là delle contrapposizioni ideologiche. Mi ha sorpreso la rapidità di esecuzione del ministro Bianchi. Dopo una settimana il ministro ha già distribuito le deleghe, mentre chi lo ha preceduto ha dovuto aspettare giorni e giorni. Si deve puntare sulla rapidità e sul lavoro di squadra, lo stiamo facendo”.

Quindi il ministro Bianchi ha già distribuito le deleghe. Oltre alla Disabilità, che sappiamo, cosa le è stato affidato?

“Con il ministro Bianchi abbiamo parlato a 360° su tutti gli argomenti più importanti. Ci sono alcune deleghe che Bianchi ha preferito trattenere come precariato ed edilizia scolastica. Nello specifico ho avuto subito mandato ad agire sulla disabilità, sull’inclusione e il primo provvedimento che è scaturito ne è prova lampante. Ho ricevuto la delega anche sullo sport, sul bullismo e sul cyberbullismo”.

Uno dei primi provvedimenti del nuovo corso a Viale Trastevere ha riguardato proprio la disabilità, può darci ulteriori dettagli?

“Innanzitutto era importante riportare gli studenti con bisogni educativi speciali in presenza su base volontaria e non obbligatoria, lo ribadisco. Non era immaginabile che potessero continuare a fare didattica dinanzi ad uno schermo. Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di associazioni di categorie, ma anche di semplici genitori che mi segnalavano come tutti i progressi degli studenti si stanno via via perdendo perché è evidente che un bambino con delle disabilità non può seguire efficamente con la didattica a distanza. Da diversi giorni ricevo messaggi e telefonate anche da parte dei dirigenti scolastici che si ritengono soddisfatti del provvedimento. Nessun bambino deve essere lasciato indietro”.

Cosa si può fare, nello specifico, per il tema della disabilità e in particolare dei docenti di sostegno?

“In principal modo si deve portare avanti la stabilizzazione dei docenti di sostegno precari e garantire la continuità didattica ed educativa. Se già questo è un problema in generale, figurarsi con gli studenti disabili. Occorre puntare sulla specializzazione e su un personale che sia formato e che lo faccia non solo per ‘vocazione’, ma perché ci crede davvero”

Altro tema “caldo” riguarda la didattica a distanza. Quasi sette milioni di studenti seguono le lezioni tramite pc.  Una sconfitta per tutti o una misura necessaria visto che le scuole non sono sicure?

“Purtroppo in 15 giorni la situazione epidemiologica è peggiorata anche per via delle varianti, soprattutto quella inglese, molto aggressiva sui giovani. Non abbiamo avuto gli strumenti tali per agire immediatamente. Purtroppo paghiamo dei ritardi dovute alle scelte precedenti. Nel futuro dobbiamo augurarci di ritornare in presenza e in sicurezza. Bisogna accelerare. Facendo oggi la vaccinazione potremmo avere, se tutto va bene, il personale scolastico vaccinato per settembre. Prima cosa è la salute dei lavoratori ed io ci tengo tantissimo. Poi chiederò al ministro Bianchi la creazione di un tavolo tecnico magari con l’ausilio dell’ex coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico (Agostino Miozzo, ndr).  Ci vuole un cambio di passo, è chiaro a tutti che i banchi a rotelle non sono serviti a nulla. Sediamoci per ridurre il numero di alunni per classe, ci vogliono ambienti sanificati e areati. Mi piacerebbe pensare, poi, per la didattica a distanza una formazione obbligatoria per gli insegnanti che sia davvero tale. Un insegnante bravo può esserlo in classe, ma può essere meno performante durante la didattica digitale. Occorre ripensarla con l’ausilio di tutti i rappresentanti della comunità scolastica, anche degli studenti, non solo di pedagogisti o esperti informatici. Non ho la verità assoluta in tasca, più ascolto è meglio è”.

Un altro tema importante sarà quello del rinnovo del contratto, cosa può dirci in tal senso?

“Non mi piace promettere senza fondamento. Posso dire che il potere d’acquisto dei docenti, negli ultimi anni, si è abbassato enormemente. Dico pure che partire da un’ipotesi di 50 euro netti non è sufficiente. Io mi batterò per la categoria come ho sempre fatto. Bisogna anche fare una riflessione considerato anche che sia in un periodo difficile con la lotta alla pandemia con categorie che soffrono e interi settori che chiudono. Bisogna essere realisti, io penso che un aumento superiore ai 50 euro sia auspicabile, ma c’è tutto il resto del Paese che soffre, bisogna considerarlo”.

Sul vincolo quinquennale, invece, ci sono degli spiragli per una sua cancellazione già per il prossimo anno scolastico?

“Ci sono degli spiragli, ma abbiamo poco tempo. Abbiamo proposto al ministro Bianchi di far slittare questo vincolo al prossimo anno per fare in modo che sia poi il Parlamento a legiferare in tal senso. Tra di noi c’è chi vuole ridurla a tre, altri propendono per altre soluzioni. Bisogna vedere se ci saranno gli estremi per farlo. Questa è la settimana decisiva”.

Sul precariato, invece…

“La Lega non solo non cambia idea, ma rafforza il proprio punto di vista per risolvere al più presto il problema. Sono stati resi noti i numeri, ci sono 212mila cattedre al 30 giugno e al 30 agosto, poi oltre 30mila pensionamenti. Ci sono 250mila cattedre scoperte. Per coprirle, così come vuole il premier Draghi, non si può fare un concorso ordinario considerata la situazione attuale. Noi, però, aspiriamo in futuro a questo. La soluzione che la Lega propone da tempo è quella di una stabilizzazione per titoli e servizio con vera formazione durante l’anno di prova e una valutazione finale selettiva orale per garantire la dinamicità della procedura. Su questo ci batteremo perchè il precariato è nemico della continuità didattica”.

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