Saraceno attacca: “La scuola rischia di non riaprire né il 7 né l’11 gennaio”

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Chiara Saraceno, torna a parlare di scuola e lo fa analizzando tutte le criticità che contraddistinguono il ritorno in classe di gennaio, non così scontato per la sociologa.

Ne suo intervento su La Repubblica, Saraceno si sofferma sulle incertezze multiple: “Neppure il nuovo anno sembra portare un minimo di certezza per quanto riguarda la scuola. Con un copione che continua a ripetersi da mesi, la scuola rischia di non riaprire in presenza né il 7 né l’11 gennaio per tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e, in alcune regioni, anche per i più piccoli“, scrive Chiara Saraceno che prosegue la sua riflessione: “Non si sono ancora trovate le modalità adeguate per farli arrivare e tornare in sicurezza, evitando assembramenti sui mezzi di trasporto e all’entrata e uscita degli edifici, e neppure di garantire sistematicità e tempestività nei tamponi. Non era bastata l’estate e non sembrano essere bastati i due mesi in cui gli studenti più grandi sono stati costretti alla didattica a distanza, e neppure le vacanze di Natale”.

Saraceno fa notare inoltre che “mentre si parla e litiga sulle modalità della ripresa e su come spendere i fondi dedicati alla Next Generation Eu, una parte dei più giovani viene lasciata andare alla deriva, con conseguenze negative di lungo periodo per le loro chance di vita, ma anche per la tenuta della società nel suo complesso“.

Infatti, “le periodiche dichiarazioni di tutte le parti e dei leader politici non hanno seguito concreto, mancando di rispetto innanzitutto agli studenti di ogni età e tipo di scuola, oltre che agli insegnanti e alle famiglie“.

Infine, sulla vaccinazione anti covid, Saraceno non ha dubbi: “Per evitare che le/gli adolescenti e giovani spargano il contagio sarebbe più efficiente vaccinarli per primi, dopo gli operatori sanitari, insieme ai loro insegnanti“.

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