Sanzioni disciplinari, la sequenza contrattuale per i docenti?

di redazione
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La vicenda della docente sospesa per 15 giorni a Palermo, a causa dell’accostamento del decreto sicurezza alle leggi razziali del 1938 da parte di alcuni suoi alunni, ha riportato al centro del dibattito una questione che sembra essere caduta nel dimenticatoio: il codice disciplinare per i docenti.

Facciamo il punto della situazione.

CCNL 2016/18

Il CCNL 2016-18 ha rinviato ad una specifica sessione negoziale la definizione della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni da comminare ai docenti.

Così leggiamo nell’articolo 29 del Contratto:

Le parti convengono sulla opportunità di rinviare ad una specifica sessione negoziale a livello nazionale la definizione, per il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche, della tipologia delle infrazioni disciplinari e delle relative sanzioni, nonché l’individuazione di una procedura di conciliazione non obbligatoria, fermo restando che il soggetto responsabile del procedimento disciplinare deve in ogni caso assicurare che l’esercizio del potere disciplinare sia effettivamente rivolto alla repressione di condotte antidoverose dell’insegnante e non a sindacare, neppure indirettamente, la libertà di insegnamento. La sessione si conclude entro il mese di luglio 2018.

La sessione, dunque, doveva chiudersi entro luglio 2018 ma, in realtà, una volta avviata si è subito bloccata, per la differenza di vedute tra amministrazione e sindacati sulla sanzione della sospensione sino a 10 giorni.

Il nodo

La legge Madia ha affidato al Dirigente Scolastico la competenza a irrogare la sanzione della sospensione fino a 10 giorni, mentre in tutti gli altri comparti pubblici l’irrogazione di tale sanzione è affidata a un apposito ufficio per i procedimenti disciplinari.

I sindacati hanno espresso la loro netta contrarietà sul punto.

L’Aran, nell’incontro del 18 luglio, di fronte alla situazione venutasi a creare, ha rilevato la difficoltà a procedere nella trattativa stante le richieste sindacali e in assenza di una preventiva modifica del quadro normativo che consenta di intervenire sulla procedura disciplinare oltre che sulla tipologia delle infrazioni e relative sanzioni.

Si attende dunque un’eventuale modifica legislativa.

Da allora, comunque, è tutto fermo, per cui la normativa di riferimento resta quella dettata dal decreto legislativo n. 297/94, così come indicato all’articolo 29 del CCNL/2018.

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