“Se studenti avessero il voto che meritano, verrebbe promosso il 20%”. A parlare il docente sanzionato perché metteva voti bassi

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Un ingegnere elettrotecnico, che insegnava in una scuola in Puglia, è stato sanzionato dal preside perché metteva voti troppo bassi ai suoi alunni. Questo accadeva 5 anni fa.

La decisione del preside era stata presa a causa delle lamentele di genitori ed alunni, ma il docente si è rifiutato di venire a compromessi.

Da lì è iniziata una guerra interna fatta di piccoli ritorsioni, finché non è finita in tribunale.

Qualche settimana fa è arrivata la sentenza del giudice del lavoro di Lecce, che ha annullato la sanzione disciplinare che il preside aveva inflitto al professore e ha anche condannato la scuola a pagare le spese legali, con conseguente danno erariale per l’Amministrazione Pubblica.

Nel frattempo, il docente ha cambiato scuola e il dirigente scolastico è andato in pensione.

Il professore non è affatto soddisfatto ed ecco quanto ha dichiarato al Corriere della Sera: “Dopo molti anni ho capito che non si possono valutare davvero i ragazzi per quello che valgono, e quindi spingerli a lavorare e studiare di più. Se tutti gli studenti avessero i voti che meritano, non verrebbe promosso più del 20%”.

“Ho capito una verità tremenda: il 90% dei professori temo privilegi il proprio interesse privato (mantenere la propria cattedra e non perdere iscritti) rispetto al dovere d’ufficio (valutare obbiettivamente le competenze raggiunte dai suoi studenti) – ha aggiunto – Perché è molto più semplice accettare il sistema che prevede poche regole chiare e non scritte: non si possono bocciare più di 6-7 ragazzi all’anno altrimenti non si formano le classi successive”.

“Un tempo accadeva e nessuno si scandalizzava, oggi sarebbe impensabile – si è lamentato il prof – Le scuole devono avere un nome solido per potersi permettere di bocciare, altrimenti si fanno terra bruciata intorno. E la stessa cosa vale per i professori: quelli che mettono voti reali, come me, vengono guardati male e costretti a giustificare ogni virgola, per cui quasi tutti si adattano mettendo sufficienze anche a chi non se lo merita”.

“Gli studenti meritevoli saranno cinque o sei in ogni classe, una decina non hanno voglia di fare nulla e altri dieci possono migliorare. Quelli che mi danno veramente soddisfazione sono questi ultimi: partono da 2-3, e poi arrivano a 8-9 alla fine dell’anno, con costanza e impegno, vengono stimolati dalla competizione e tirano fuori il meglio. Sono quelli che poi mi ringraziano a distanza di anni. Sono loro che mi danno la forza di continuare”, conclude il docente

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