Santa Sede all’ONU: la scuola promuova dialogo, occorre tutelare diritto famiglie a educare

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Mons. Bernardito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede, è intervenuto ieri all’ONU sulla scuola.

Le istituzioni educative devono promuovere la “grammatica del dialogo”, come strumento per armonizzare la diversità culturale nella ricerca della verità e trovare nuove risposte alle sfide del nostro tempo

Il diritto all’istruzione deve inoltre essere assicurato rispettando e rafforzando il diritto primario della famiglia a educare i propri figli.

L’arcivescovo Auza ha citato le parole di Francesco all’Onu nel 2015 spiegando che la tutela e l’assistenza delle famiglie nell’educazione dei figli è alla base dell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

L’arcivescovo ha ricordato l’esperienza secolare della Chiesa Cattolica nel campo dell’istruzione, con le tante scuole fondate in tutto il mondo “aperte a tutti, ragazze e ragazzi” e “ai poveri che altrimenti non avrebbero ricevuto istruzione”.

Il presule definisce quindi necessaria la promozione di una cultura dell’incontro, in un clima di rispetto, stima, ascolto, solidarietà che non annebbi o riduchi l’identità, al fine di rispondere alle tante forme di violenza, povertà, sfruttamento, emarginazione, spreco, restrizione della libertà.

Mons. Auza mette in guardia dal pericolo dell’elitismo nell’istruzione che, avvantaggiando chi è in condizioni economiche favorevoli, aggrava le disuguaglianze accrescendo divario ed emarginazione nella società. “L’istruzione è veicolo di speranza e la persona umana non può far a meno della speranza”: educatori e studenti in comunione nella ricerca del bene comune, della bellezza, della bontà e della verità – è la conclusione di mons. Auza – sono premessa di un mondo più unito e pacifico”.

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