Sanremo 2024, commozione e standing ovation per il ricordo di GiòGiò, il musicista ucciso da un 16enne per una lite su un parcheggio

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Al Teatro Ariston, nella prima serata del Festival di Sanremo, si è consumato un momento di profonda commozione che ha toccato i cuori di tutti i presenti.

Nel corso di una serata all’insegna della memoria e del ricordo, la storia di Giovambattista Cutolo, giovane musicista tragicamente scomparso a soli 24 anni, ha lasciato un segno indelebile. La causa del suo prematuro addio, una banale lite per un parcheggio a Napoli, si è trasformata in un episodio di violenza inaudita, culminato con tre colpi di pistola esplosi da un adolescente di soli 16 anni.

Sul palco di Sanremo, Amadeus ha introdotto uno dei momenti più toccanti della serata, invitando Daniela, la madre di Giovambattista, a condividere con il pubblico una lettera carica di emozioni dedicata al figlio perduto. Le sue parole hanno risuonato come un inno all’amore materno, alla bellezza e alla gentilezza che Giovambattista ha sempre diffuso intorno a sé, contrapponendosi alla brutalità del suo destino.

“GiòGiò, figlio mio, amore di mamma,” ha iniziato la madre, evocando ricordi intimi e momenti condivisi, sottolineando il talento straordinario e la passione del figlio per la musica. Ricordi di aspirazioni, sogni e quella fatidica partecipazione all’orchestra sinfonica di Sanremo che GiòGiò desiderava tanto, diventano il fulcro di un discorso che va oltre la semplice commemorazione, trasformandosi in un messaggio di speranza e di eternità attraverso l’arte.

Il silenzio rispettoso dell’auditorio, interrotto solo dall’eco delle parole di Daniela, ha lasciato spazio a una standing ovation, segno di un’empatia collettiva e della condivisione del dolore ma anche della bellezza che Giovambattista ha lasciato come eredità. Sul palco, il video di Giovambattista che suona, accompagnato dall’orchestra dal vivo, ha offerto un tributo visivo e sonoro alla sua memoria, rendendolo simbolo di una vita spezzata dalla violenza ma eternizzata dalla musica.

La lettera integrale

“Giògiò figlio mio, amore di mamma, ti ricordi quando l’anno scorso dovevi suonare nell’orchestra sinfonica di Sanremo e io ti chiesi di venire con te? Tu mi rispondesti: mamma sei impazzita? Il bamboccio con la mammina al seguito anche mai! Ma io ero incuriosita ..volevo vedere Sanremo…mi dicevi che era bellissima sembrava Napoli con la scintilla francese…mi dicevi…sai ma’…sembra una piccola bomboniera…e poi se proprio avessi dovuto lasciare Napoli sarebbe stata l’unica città in cui ti saresti trasferito… E poi tesoro, ti ricordi quando guardavi in TV il tuo adorato maestro di corno Luca suonare al festival di Sanremo e lo guardavi con ammirazione e orgoglio…E io ti dicevo: giògiò, un giorno suonerai anche tu su quel palco. Beh amore mio, quel giorno è arrivato. E sai perché? Perché sei bello, dentro e fuori. Hai un modo aristocratico di stare al mondo, pratichi la gentilezza e generi bellezza intorno a te. Al contrario di chi ti ha strappato barbaramente alla vita. E proprio perché l’amore è il contrario della morte, tu stasera vivi attraverso la musica che amavi e che ti farà essere eterno. E poi perché stasera tutta Italia sta ascoltando il talento e le note del maestro Giovanbattista Cutolo. Ciao giògiò, ti amiamo tutti e mammarella tua non ti dimenticherà mai…”.

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