La Lega risponde a Calenda. Sasso: “Vuole tutti gli studenti al liceo? Un insulto per chi frequenta i tecnici e i professionali”

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Hanno fatto discutere le parole di Carlo Calenda, leader di Azione, rilasciate al Corriere della Sera nel maggio scorso e rilanciate nelle scorse ore dalla nostra testata.

Per l’ex ministro dello Sviluppo Economico “bisogna smetterla di trascurare il sapere non funzionale. Faccio una proposta, tutti i ragazzi di qualunque condizione sociale devono fare il liceo. Gli studi professionali e tecnici devono essere rinviati a dopo”.

Pronta la risposta del leader della Lega, Matteo Salvini: “Calenda vuole tutti al Liceo, basta con Istituti Tecnici e Professionali. A me sembra una sciocchezza, a migliaia di persone che stanno commentando la proposta sui social anche”.

Poi aggiunge: “Va rivisto il reddito di cittadinanza. Lo lasciamo a chi non può lavorare. Alla prima offerta di lavoro rifiutata però via i soldi. Attenzione, deve essere lavoro vero e pagato il giusto, perché se qualcuno pensa di sfruttare donne e uomini a 400-500 euro al mese per me è sfruttamento”.

Arriva anche la risposta di Rossano Sasso, sottosegretario uscente all’Istruzione: “Da ex studente liceale trovo sconcertanti le dichiarazioni di Carlo Calenda, rappresentano infatti un distillato dello sconclusionato campo largo di sinistra che aspira a guidare l’Italia: elitario, sprezzante, disinformato“.

Chi parla così – continua Sasso – conferma di non conoscere la straordinaria realtà degli istituti tecnici e professionali del Paese, che propongono un’offerta formativa di assoluto livello e garantiscono sbocchi lavorativi vitali, soprattutto in certi territori. Trattare in modo arrogante tutti i dirigenti scolastici, gli insegnanti e gli studenti che non frequentano un liceo è inaccettabile e non è degno di chi aspira a un ruolo nelle Istituzioni. Pensare che le ragazze o i ragazzi che studiano in un istituto alberghiero o che hanno intrapreso un percorso professionale nel campo industriale o artigianale non siano in grado di leggere e comprendere un libro è un vero e proprio insulto“.

Non permetteremo che personaggi come Calenda possano decidere il futuro dei nostri figli“, conclude il deputato leghista.

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