Salvini, pronta la riforma dei cicli scolastici: uniremo elementari e medie, introdurremo prof prevalente

di redazione
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Il leader leghista oggi è intervenuto su un possibile Governo, dando indicazioni sulla riforma fiscale ma anche sulla riforma della scuola.

Proporremo una pace fiscale degli italiani con il fisco, abbiamo già pronta la riforma della scuola e dell’università su modello degli altri Paesi con la riforma dei cicli scolastici“.

In cosa consiste la riforma dei cicli proposta dalla Lega?

Secondo quanto prevede l’idea della Lega per la scuola, saranno unite elementari e medie in un unico ciclo. Inoltre sarà introdotto il cosiddetto “maestro e professore prevalente”. Il professore prevalente si occuperà delle materie principali (italiano, storia, geografia, scienze), è uno solo e segue la classe per tutta la durata degli studi, affiancato dagli insegnanti delle materie specifiche (matematica, lingue, discipline sportive, discipline artistiche, musica ecc.).
Come alle elementari i ragazzi, secondo il programma della Lega, avranno sempre “una figura basilare di riferimento che deve essere chiaramente identificabile“.

Ecco gli altri punti programmatici avanzati in campagna elettorale

RIENTRO DOCENTI AL SUD

La proposta è quella di attivare nei limiti del possibile tutti gli strumenti a disposizione per riavvicinare i docenti al loro territorio. “Continuità didattica ” e “ continuità affettiva ” devono avere la stessa valenza, per questo si lavorerà al superamento dell’attuale sistema di reclutamento. Il principio da cui si parte è che gli stipendi degli insegnanti non sono adeguati per gestire affitti e trasferte lontano da casa.

Non consentono più di gestire trasferte di centinaia di chilometri lontano da dove si hanno affetti e interessi.

CONCORSI CON DOMICILIO PROFESSIONALE

Pittoni ha affermato ” Si può cioè eleggere nella regione preferita in assoluta libertà e rappresenta pur sempre una scelta di vita e un primo fattore di equilibrio. Una volta chiarito che in ambito regionale il confronto è a pari condizioni, il candidato orienterà la scelta della regione dove concorrere, sulla base del proprio grado di preparazione in rapporto alla qualità media degli altri iscritti e dei posti disponibili, innescando un meccanismo virtuoso ispirato ai principi del federalismo.

Porto sempre l’esempio del candidato bravo ma di in una regione dove i bravi sono tanti, che potrebbe essere spinto a iscriversi nella regione vicina, che magari ha meno bravi e offre più opportunità di lavoro. A quel punto gli iscritti nell’altra regione avranno ovviamente tutto l’interesse a darsi da fare per crescere professionalmente e non farsi sfuggire l’opportunità.”

VIA CHIAMATA DIRETTA

Questo è stato uno dei punti di forza della campagna elettorale di Salvini, un insuccesso che complica la vita alle scuole e ai docenti.

PIU’ POTERI ALLE REGIONI

Alcune pre intese sono già state firmate con Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Naturalmente si tratterebbe della gestione dell’organizzazione, non le scelte di politica generale, che invece rimandono a carattere statale.

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