Salvini, bene acquisto crocifissi per aule, ma un’altra maestra non lo esporrà

di redazione
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Bravo al sindaco della Lega di Ferrara, chi dimentica le proprie radici non ha futuro!

E’ il tweet di Matteo Salvini postato il primo settembre per commentare la decisione del sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, di acquistare 385 nuovi crocifissi per le aule delle scuole cittadine.

La decisione del sindaco ha suscitato reazioni di risposta da parte di un maestro che, come riportato anche ieri, ha pubblicamente fatto sapere che non esporrà il simbolo religioso, spiegando le motivazioni in modo dettagliato.

Quella del maestro di Ferrara non è stata l’unica presa di posizione. Stando a quanto pubblicato sempre dal sito Estense.Com, anche un’altra insegnante non esporrà il crocifisso in classe.

La docente che è anche un’esponente del Prc si è appellata alla circolare (protocollo n.001743-30/10/2013) emanata dall’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, dove – come fa notare la docente –  si evince una precisazione in merito alla controversa discussione sulla collocazione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche. E cita un passaggio preciso: “si pone l’accento sul clima generale di accoglienza, di rispetto e dialogo tra le diverse concezioni/visioni esistenziali o religiose peculiari delle scuole nella nostra regione”.

L’insegnante che precisa di parlare, non in quanto segretaria provinciale del Prc di Ferrara, bensì come insegnante statale di scuola primaria nel Comune di Ferrara, ha detto: “La questione non può essere considerata come sola problematica afferente l’arredo scolastico di cui sono responsabili i Comuni; ma si tratta di una questione educativa ad appannaggio dell’istituzione scuola, la stessa non vive nei divieti e neppure negli obblighi; bensì nello spirito di responsabilità e competenza dell’insegnante. Si tratta – ha precisato – di aspetti riguardanti gli orientamenti religiosi e le sensibilità individuali, e per questo motivo appaiono necessari sia delicatezza che rispetto inclusivo, il tutto finalizzato ad evitare situazioni conflittuali tramite un’azione deflattiva“.

In conclusione, appellandosi al principio dell’autonomia scolastica, eviterà di esporre il crocifisso nella sua aula; “ribadendo la vocazione accogliente e inclusiva della scuola che da Costituzione esprime il principio di laicità dello Stato“.

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